MAGICA DEA, LA FAVOLOSA POESIA PROSEGUE!

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Prestazione maiuscola della Dea a Reggio Emilia: distrutto 3-0 l’Everton di Rooney!

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Entusiasmo, tensione, curiosità, dubbi, perplessità. E’ passato un po’ di tutto nella testa e nel cuore dei tifosi dell’Atalanta negli attimi precedenti il fischio d’inizio. Da una parte la gioia del ritorno in Europa dopo 26 anni, e la felicità di sfidare una compagine ricca di grande nomi, tra i quali spicca, ovviamente, quello di Wayne Rooney. Dall’altra parte, sorgeva spontanea la domanda: ‘’La nostra Dea sarà in grado di superare questo esame? O questa montagna da scalare si rivelerà troppo ripida?’’. Beh, la risposta è arrivata. Forte e chiara. La Dea ha superato l’esame, e lo ha fatto a pieni voti, con tanto di lode. 3-0 all’esordio in Europa League dopo più di due decenni, contro una squadra sulla carta superiore (ma solo sulla carta), forse nessuno lo avrebbe mai immaginato.

LA FORMAZIONE

Gasperini punta su maggiore corsa e sostanza a metà campo, inserendo Cristante insieme a Freuler e De Roon. Ilicic indisponibile, lasciato (abbastanza a sopresa) in panchina Kurtic. Dietro, Berisha è schermato da Palomino (che sostituisce Caldara, in panchina, non ancora al meglio), Toloi e Masiello. Sugli esterni, Hateboer e Castagne. Là davanti, al fianco del Papu, Petagna preferito a Cornelius.

LA PARTITA

Il match non inizia senza difficoltà. Un paio di bone occasioni per gli inglesi nei primi 15 minuti, con Rooney protagonista (al 12° per poco non realizza una rete straordinaria con un delizioso pallonetto dal limite dell’area, che si spegne di poco alto). Col passare dei minuti, però, l’Atalanta, spinta dai propri tifosi, si sveglia sempre più. Al 25°, occasionissima per Masiello, ma il portiere ospite chiude in corner.  Dal corner seguente, pasticcio della difesa degli ospiti, e proprio Masiellone  sulla linea di porta insacca! A questo punto l’inerzia della partita pende, fino al 45°, decisamente a favore della Dea. Gli ospiti, non reagiscono, e i ragazzi, intorno al 40° minuto, infilano un 1-2 micidiale. Al 41° Petagna (tra i migliori in campo) inventa per il Papu Gomez, che dai 25 metri si sposta la palla sul destro e realizza un eurogol (in tutti i sensi) ‘’alla Del Piero’’: destro a giro sotto l’incrocio, imprendibile per Pickford. 2 minuti dopo, ancora Petagna sulla destra trova l’imbucata di Cristante, che a tu per tu col portiere non fallisce. E in un attimo è 3-0!

SEMrush

Il secondo tempo è di ordinaria amministrazione. La cosa più bella (come ha sottolineato Gasp) dei secondi 45 minuti è stato il pubblico: una festa totale, una vera e propria bolgia. E’ l’Atalanta che va più vicino al gol: prima con Gomez, che spara altissimo da ottima posizione, poi con Freuler, che centra la parte alta della traversa dopo l’ennesimo, strepitoso lavoro della partita di Andrea Petagna. L’Everton non fa mai paura e sembra impotente contro un avversario superiore per tutto la durata del match. Finisce 3-0, come meglio non si poteva sperare.

UNA BOLGIA

Come era ampiamente prevedibile,  a Reggio Emilia una vera bolgia. Il Mapei Stadium è ben più ampio dell’Atleti Azzurri, ma tuttavia è stato esaurito. Sembra banale, ma riempire completamente uno stadio ‘’non di casa’’ comunque di dimensione discretamente importanti è tanta roba. Ciò che fa maggiormente la differenza, logicamente, è però come lo si riempie.  Perchè riempire uno stadio come lo riempiono i tifosi dell’Atalanta, non è assolutamente normale. Un calore unico, un’atmosfera che per la stragrande maggioranza delle altre tifoserie nemmeno si può sognare. Dal primo all’ultimo secondo, cori, cori e ancora cori, senza mai smettere un secondo, indipendentemente dall’andamento della gara. Tutto ciò per un qualcosa che va oltre la semplice passione: è voler aiutare la squadra a dare il massimo, a dare l’anima, A TRIONFARE. E’ praticamente impossibile vedere la Dea non gettare il cuore oltre l’ostacolo: un motivo ci sarà…

Quando poi tutti danno il massimo, allenatore compreso, tutto fa emergere tutto. Il mister fa emergere la squadra, la squadra fa emergere il mister; la squadra fa emergere i singoli, i singoli fanno emergere la squadra; il pubblico fa emergere la squadra, la squadra fa emergere il pubblico. E’ un tutt’uno, una sola cosa, una moltitudine di corpi, anime, emozioni e sentimenti che confluiscono in una sola cosa: L’ATALANTA. Un’unica grande famiglia che tutto il calcio italiano deve ringraziare per la bellissima poesia che sta scrivendo su questo meraviglioso libro chiamato ‘’Sport’’.

Foto by LA STAMPA

 

 

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