Magica Dea, il miracolo del Gasp

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In questa stagione da record è stato fondamentale il contributo dato da Gian Piero Gasperini dopo un complicato avvio di stagione.

Credo fortemente che senza il Gasp quest’annata non sarebbe mai stata possibile. Senza ovviamente nulla togliere alla società: nella sua lunga carriera, una stagione del genere mister Gasperini non l’ha mai minimamente sfiorata, perciò dare merito esclusivo a lui non avrebbe senso. Tuttavia, è da elogiare il suo operato, che risulta ancor più magnifico se si pensa a come era partita la stagione. Prime 5 giornate disastrose, con una sola vittoria (col Torino, e anche molto fortunoso) e 4 sconfitte. Alla sesta giornata, arriva l’importantissma vittoria a Crotone: con un risultato diverso, probabilmente il mister sarebbe stato sollevato dall’incarico e un’annata così ce la sogneremmo.

La vera svolta arriva alla settima giornata. A Bergamo c’è un match complicatissimo contro una corazzata come il Napoli e Gasp è in una situazione abbastanza delicata. A sorpresa, l’Atalanta scende in campo con una formazione praticamente rivoluzionata: spiccano i due esordi in campionato per i due giovani Caldara e Gagliardini. Scelte azzardate? Beh, abbastanza. Tuttavia saranno scelte che si riveleranno vincenti, non solo nel match in questione (che finirà 1-0 con rete di Petagna), ma che addirittura cambieranno il proseguio della stagione.Da quel momento, una sfilza di risultati utili consecutivi, e la stagione prende una piega favorevolissima. Una squadra giovane, ambiziosa, affamata, grintosa, che non molla mai, capace di far sognare una tifoseria per un intero anno. Tante le vittime illustri: Inter, Roma, due volte il Napoli.

Per dare l’idea del fondamentale contributo del mister, basti pensare al valore ad inizio di giocatori come Caldara (già acquistato dalla juve per circa 20 milioni), Gagliardini (passato poi a gennaio all’Inter per circa 25 milioni), Conti, Spinazzola, Freuler, Kessiè (ora ad un passo dal Milan per una cifra leggermente inferiore ai 30 milioni), Toloi, Petagna e molti altri. Tutti giovani su cui la Dea e Gasp hanno voluto fortemente puntare, e che ora valgono un bel tesoretto, quando a inizio anno valevano praticamente zero. Altro miracolo della stagione quello di aver fatto rivivere una seconda giovinezza ad un giocatore come Masiello, perno della difesa. Merito a Gasperini anche per la straordinaria stagione dell’uomo simbolo dell’Atalanta, il capitano, il beniamino dei tifosi atalantini e non solo: il Papu Gomez, ora ricercato da molte big nonostante l’età non più giovanissima.

Aspetto fondamentale di quest’anno è stato sicuramente la continuità. La continuità di rendimento, la continuità delle prestazioni, la continuità fisica e la conseguente continuità nei risultati. Bisogna poi considerare il grande gruppo di giocatori, professionisti e soprattutto uomini con cui Gasperini ha potuto lavorare. Importantissima, forse la cosa più importante, la stabilità dello spogliatoio. Il gruppo viene sempre prima di tutto, e questo gruppo è qualcosa di fantastico. Nè è la conferma ciò che è successo a gennaio. Nonostante il pesante addio di Gagliardini, fondamentale nelle dinamiche di gioco del Gasp, l’Atalanta non è a minimamente risentito. Freuler lo ha sostituito al meglio e Cristante (acquistato dal Pescara) si è inserito al meglio segnando gol pesanti. Sembrava conoscesse compagni e ambiente da anni, invece era appena approdato a Bergamo.

Alla fine tutto è andato per il meglio, ed il nostro sogno è diventato realtà, con la conquista dell’Europa League ed un incredibile quarto posto. Stagione irripetibile? Speriamo di no, ma una stagione così difficilmente la rivivremo. Un grazie enorme a tutti, società, giocatori, e anche a noi stessi tifosi, sempre caldi e presenti come pochi. Ma un enorme grazie soprattutto al primo artefice di questo capolavoro: Gian Piero Gasperini. E la sua firma su questo capolavoro è indelebile, e rimarrà per sempre nella storia! FORZA ATALANTA!

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