MAGICA DEA, CHE RABBIA! MA E’ ANCORA TUTTO APERTO PER IL RITORNO

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Solo sfiorata l’impresa a Dortmund: la Dea cede solo nel recupero. Termina 3-2 per i tedeschi. Rimane la sconfitta, ma un risultato non del tutto da buttare in vista del ritorno.

5000 gli atalantini che hanno accompagnato la squadra a Dortmund. Un calore unico, trasmesso anche al presidente Percassi che, al momento di cori in suo onore, cade in lacrime. Lacrime di gioia, lacrime di commozione: un mix di emozioni di chi ha dato tutto, e continuerà a darlo. Perché tutto ciò, fino a circa un anno fa, sarebbe stato impensabile. Superare un girone da capolista con 14 punti, rimanendo imbattuta, per poi ritrovarsi a giocare al Signal Iduna Park, l’ex Westwallen Stadium (dove ha segnato Fabio Grosso contro la Germania nel Mondiale 2006 per intenderci, non uno stadio qualunque), in un sedicesimo di finale di Europa League, non era immaginabile qualche mese fa. Non era una serata qualunque, e non lo è stata: un’altalena incredibile di emozioni che si sono susseguite per tutto il match, specie nei secondi 45 minuti.

LA FORMAZIONE

Gasperini opta (giustamente) per una formazione più prudente, con De Roon, Freuler e Cristante in campo contemporaneamente. Davanti  a Berisha, Toloi (protagonista della serata, purtroppo per noi, in negativo), Caldara e Masiello. Sugli esterni Hateboer e Spinazzola. Davanti spazio alla mobilità del Papu (che festaggiava i 30 anni) e Ilicic, in gran forma.

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IL MATCH

Primo tempo

Prima frazione abbastanza equilibrata, con la Dea che però a tratti pare intimorita e forse non pronta ad una bolgia del genere, in un match così importante. E’ il Borussia ad avere le occasioni più nitide, ed oltre a colpire un palo, segna il gol del vantaggio con Schurrle (che in più occasioni aveva impensierito Berisha) alla mezz’ora. I padroni di casa colpiscono anche un palo, sempre con Schurrle, mentre la Dea si rende pericolosa un paio di volte con Gomez e soprattutto con Cristante, che a tu per tu con il portiere avversario si fa deviare il tiro in angolo. Per il resto qualche cross pericoloso, ma nulla di fatto.

Secondo tempo

Lo spettacolo, però inizia nella ripresa. La Dea parte fortissimo, mentre il Dortmund sembra essere rimasto negli spogliatoi. Ed ecco, tra il 51° ed il 59°, succedere l’impensabile. Si scatena Ilicic, fino a lì il migliore. Prima realizza un grandissimo gol che porta il momentaneo pareggio, agganciando di destro un lungo lancio e concludendo col piattone sinistro sul secondo palo. Poco dopo ribadisce in rete un tiro di Cristante ribattuto da Burki: è, momentaneamente, 1-2! Inizialmente sembriamo riuscire a mantenere il vantaggio, fino a quando Toloi commette un errore gravissimo, regalando agli avversari la palla su punizione a favore: ripartenza fulminea dei tedeschi, palla a Batshuayi che realizza un gran gol dal limite. A questo punto l’inerzia del match è a favore del Borussia. Gasperini prova a porre rimedio, inserendo Gosens al posto del Papu, e nel finale Palomino per Caldara (infortunato) e Petagna per Ilicic. I risultati, però, non sono quelli sperati: dopo qualche rischio, la Dea, complice un altro errore di Toloi che cicca clamorosamente un rinvio, si vede portare via un pareggio che sarebbe stato super prestigioso ancora da Batshuayi, che nel recupero realizza la doppietta personale. Termina 3-2.

LA SCONFITTA BRUCIA… MA 2 GOL IN TRASFERTA PESANO MOLTO!

Chiaro, il gol di Batshuayi nel recupero è una bella tegola. Senza di esso, la Dea a Reggio Emilia (tra 7 giorni) si sarebbe potuta accontentare di un  pareggio con pochi gol (0-0 o 1-1) in virtù della regola dei gol in trasferta. Ora invece dovremo giocare per vincere. Con un pareggio, saremmo fuori. I 2 gol segnati in trasferta, però ci permettono di poter passare vincendo al ritorno con un 1-0 o un 2-1, risultati tosti naturalmente, ma non affatto proibitivi. Con un 3-2 si andrebbe invece ai supplementari. Abbiamo segnato 2 gol in Germania, non c’è motivo per non sperare di farne (almeno) altrettanti a Reggio. Chiaramente bisognerà prestare più attenzione dietro, cercando di tenere inviolata la rete. La missione non è di quelle semplici, ma nemmeno di quelle impossibile, specie se si tiene conto di risultati prestigiosi come le due vittorie a Roma e Napoli. Perciò, testa alta ed ottimismo!

Sarebbe scontato ora dire ‘’testa a domenica: prima il campionato’’. Ma la realtà è che la testa è già là, a Reggio Emilia, dove la Dea potrà scrivere una delle più belle pagine della sua storia. E tutti insieme, come abbiamo sempre fatto, ce la si può fare! CE LA SI DEVE FARE! FORZA ATALANTA!

foto by Bergamonews

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