Manchester-Juve: a lezione da Max Allegri, Dybala & co.

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Dybala esulta dopo il gol a Manchester contro lo United

Manchester-Juve: Max Allegri dà una bella lezione a colui che si è autonominato “Special One”, firmato Dybala & co.

Martedì sera la Juve ha scorrazzato per l’Old Trafford per buona parte della partita, forse anche oltre le più ottimistiche aspettative della vigilia.

Mancavano tanti centrocampisti, tanto che gli unici disponibili erano tutti in campo. Mancava Marione Mandzukic che è attaccante spesso solo per nomea. Ma mai come quest’anno è difficile parlare degli assenti.

La rosa è talmente completa che non fa rimpiangere nessuno.

Alla vigilia, il Manchester ferito rintanato nel suo fortino pronto ad azzannare con la forza della disperazione era più che uno spauracchio.

Il solito Mourinho

Mourinho ha speso l’ira di Dio negli ultimi anni, senza però ricavarne a sufficienza. Il furbo portoghese ha passato la vigilia a incensare la Juventus per mettere pressione agli uomini di Allegri e scaricarla dai suoi. Se Mourinho ha un merito è quello di essere un ottimo comunicatore, tanto che alla fine della partita esaltando la prova di Bonucci e Chiellini (mostruosi davvero) ha voluto far intendere che la Juve ha fatto il golletto a inizio match per poi difenderlo per il resto della partita.

Falso signori!

Il dominio

Il passante distratto che guarda il tabellino e vede il risultato potrebbe anche cadere nella trappola di Mourinho. Ma chi ha guardato la partita, o anche solo gli highlights ha potuto vedere che il migliore in campo per il Manchester è stato sicuramente De Gea.

In versione uomo ragno il portiere spagnolo si è distinto in almeno 4 interventi strepitosi.

Superato al 17’ da Paolino Dybala lesto ad approfittare di una corta respinta della difesa, De Gea ha passato il tempo a saltellare da un palo all’altro per impedire il raddoppio in più di un’ occasione.

Il pelo nell’uovo

A voler trovare il pelo nell’uovo c’è da rimarcare solo il risultato striminzito.

Con un dominio così evidente, soprattutto nel primo tempo, la partita andava condotta in porto con più tranquillità. Andava chiusa prima del ’90. Perché può capitare come sabato contro il Genoa che l’avversario estragga il coniglio dal cilindro e tutti gli sforzi fatti vanno a farsi benedire.

Come poteva succedere al 75’, quando l’ex Pogba ha rubato palla ad un distratto Bentancur e ha fatto partire l’unico tiro in porta per i Red Davils. Tiro che si è infranto contro il palo, contro la spalla di Szczęsny ed è andato in fallo laterale.

Un unico tiro che poteva costarci caro. Come sabato.

Sarebbe stata un’ingiustizia, è vero. Ma il calcio è anche questo. Perciò una squadra esperta e che aspira ad arrivare in fondo in tutte le competizioni, deve evitare di mettersi nei guai da sola.

Questo deve suonare come un campanello d’allarme nella testa dei giocatori. Per continuare a crescere.

Ad oggi, ci basta un niente per dichiararci già qualificati. Ma con il pareggio saremmo stati ancora in bilico.

Mettersi in posizione comoda in Champions, invece servirà ad affrontare con maggiore concentrazione le prossime partite.

E questo è fondamentale per risparmiare le energie che serviranno più avanti.

Il gol di Dybala rimarrà la perla della bella prova di Manchester. La sensazione di dominio, invece, deve essere la base su cui provare a costruire un’annata straordinaria. Magari più delle precedenti.

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