Marchisio addio alla Juve: una storia (in)finita

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Marchisio addio alla Juve

Marchisio addio: quello che non ci aspettavamo

È accaduto quello che molti di noi non avrebbero voluto vedere: Marchisio, il principino, via dalla Juve.

Purtroppo le concause sono state molteplici: dal recupero post infortunio alla considerazione di Allegri che, man mano, è venuta meno.
Lo scacchiere bianconero pare non avesse più bisogno del suo re.
Il Marchisio pre-infortunio era un giocatore, innanzitutto, duttile, velocissimo ed imprendibile con la palla fra i piedi; la passavi a lui ed automaticamente era in cassaforte.
Non per nulla mezza Europa era disposta a fargli ponti d’oro per poterlo avere.
Ponti che sia lui che la società hanno sempre rifiutato essendo innamorati l’uno dell’altra.

Marchisio addio alla Juve: una love story di 25 anni

D’altronde 25 anni d’amore non sono una bazzeccola; partire dai pulcini per arrivare alla prima squadra sempre con la stessa maglia (esperienza Empoli a parte) non è da tutti. Vivere i trionfi, ma anche l’onta della Serie B, non è da tutti.
Un centrocampista totale, imprescindibile, utile, bello da vedere ma anche terribilmente pratico.
Purtroppo, però, anche i grandi amori possono arrivare al capolinea.

LA Juventus oggi è concretezza

E poi, si sa, a Torino non si va molto per il sottile quando si tratta di mettere da parte qualcuno (Chi ha detto Del Piero?): la praticità sabauda la fa da padrona, la squadra è Il Bene Supremo dal quale non si può prescindere e, in fondo, anche Claudio ha detto la stessa cosa.
A tutti sarebbe piaciuto vedere l’ultima bandiera concludere la carriera a Torino, ma il calcio moderno, si sa, va a mille all’ora. Mentre il Principino, purtroppo, cominciava ad andare troppo piano e in un centrocampo di pesi massimi non riusciva più ad emergere.
Tutti avremmo voluto Marchisio a casa sua, ma è anche giusto che non si umili un calciatore simile e farlo così diventare una riserva delle riserve.

Juve: nuove scelte e nuovi traguardi

Ora è giusto che porti la sua esperienza da un’altra parte e che faccia divertire i suoi nuovi, futuri tifosi.
Au revoir Claudio e non addio perché, per dirla alla Del Piero, “un cavaliere non abbandona mai la sua Signora“.

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