Mercato: se Niang al Toro è il colpo dell’ultimo giorno,le cose sono davvero cambiate

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Mercato: Niang passa il 31 agosto al Torino dal Milan. Così possiamo dire addio al famoso colpo last minute delle grandi big, perché i tempi sono mutati e il calciomercato si fa a luglio

C’erano una volta i Di Biagio che passavano dalla Roma all’Inter a fine agosto e idem i Nesta, i Vieri, i Crespo, gli Ibrahimovic, i Robinho e i Batistuta e così di seguito. C’era una volta il colpo last minute, paradossalmente quello che poteva far sognare i tifosi. Oggi non c’è più.Nel secondo decennio del Duemila il colpo last minute è del Toro o del Chievo o del Sassuolo o di qualunque altra squadra di importanza minore rispetto alle sei principali. E’ un trend questo che si verifica da un po’ di tempo e ora che Galliani (soprannominato il Condor) non fa più parte del calcio che conta, anche il suo ultimo giorno di trattative è un lontano ricordo dei fanatici rossoneri.

Come ha mostrato l’ultima sessione estiva non esiste la corsa sul gong per i contratti. A cosa è dovuto questo nuovo trend?

Mercato, marketing e progettazione: come cambiano i tempi

Forse non è solo che il condor-Galliani o papà-Moratti non colorino più il nostro calciomercato, forse c’è anche altro, qualcosa di più profondo e soprattutto una tendenza (quella di snobbare l’acquisto dell’ultimo momento) che arriva da altri campionati. I preliminari di Europa League o di Champion’s League, l’agguerrita concorrenza estera e le strategie di marketing impongono, ormai, un cambio radicale. Il PSG, con i suoi 400 milioni spesi, il Manchester, il Barca, il Chelsea, la stessa Juve creano la propria squadra già dai primi di luglio, perché i tempi sono cambiati. Le trattative non si fanno più all’Atahotel o all’hotel Mallè, si fanno sui social come Instagram e Twitter. Una volta che arriva un indizio su un social, puoi star sereno che parte una trattativa di mercato.

Per acquistare un giocatore non servono più mille cene (a parte il caso Shick altri non ne ricordo), riunioni e incontri. Con buona pace della cronaca giornalistica, ci si vede fra le parti, si pare la valigetta e si firma il contratto. D’altronde il marketing (quello all’inglese) impone che per recuperare un investimento immediatamente, si inizino subito a vendere gadget del nuovo idolo dei tifosi, lo si possa presentare nelle tournèè estive americane e asiatiche per sviluppare flusso economico e di immagine.

Come già anticipato, poca sopra, la struttura dei preliminari di Europa League, la cara vecchia Intertoto, impone poi una progettazione mirata sin dai primi di giugno e non ad agosto. Questa situazione è nota alle squadre che vi partecipano e allora non ci si deve stupire se in questa prima parte estiva a farla d padrone sono stati i due dirigenti milanisti Fassone e Mirabelli. Partecipare a una pre-qualificazione impone la necessità di avere una squadra competitiva da da inizio luglio e quindi la campagna acquisti va fatta subito, senza pensare a se/ma o abbassare i prezzi. Non che la crisi sia sparita, ci mancherebbe, ma i fondi stranieri che rimpinguano ormai i maggiori club europei hanno contanti da usare subito e non c’è più nemmeno bisogno di vendere prima e comprare poi.

Un mercato di luglio? Quasi un paradossale ritorno a quarant’anni fa

Lo mostra ancora una volta il Milan. Prima ha comprato almeno sette giocatori, se non di più e poi ha venduti quei due o tre, che riteneva superflui al suo progetto. Una volta molti club ragionavano al contrario o per lo meno in un’ottica economica di guadagno e spesa. Invece adesso non è più cosi. La Juve in pochi giorni ha acquistato tre giocatori, la Roma nell’arco di tre settimane, l’Inter in due e così via. Non siamo solo noi italiani a far così, ma ovunque in una settimana si acquistano giocatori in poche ore. Non è certo una corsa smaniosa all’acquisto, ma, come anticipato, sono questi i tempi che corrono e per i cari tifosi abituati a presentarsi sotto i balconi delle sedi il 31 agosto, sarà meglio mettersi l’anima in pace. Anzi, in fin dei conti, un po’ l’hanno capito pure loro, perché manifestano l’entusiasmo per le vie del centro (vedi Vecino), all’aereoporto (Matuidi) o nelle nuove case museo-marketing (vedi Bonucci).

Questo perché il tempo corre e non c’è più nemmeno l’attimo per presentare la maglia dal balcone, due foto, un selfie, un autografo e poi via, perché il giorno dopo è già allenamento e magari perfino partita.

Tutta questa assenza di fascino del calciomercato ci fa ,paradossalmente, tornare indietro di quarant’anni fa. Allora, il mercato chiudeva più o men il 20 luglio e la stagione iniziava prima. Oggi chiude il 31 agosto, ma in pratica i veri acquisti si fanno al massimo entro la fine del mese precedente.

Mercato: se Niang al Toro è il colpo dell’ultimo giorno,le cose sono davvero cambiate

Se Niang, passato dal Milan al Torino per 17 milioni circa è il colpo di fine agosto. è ormai, come ampiamente spiegato prima, evidente che le dinamiche del calciomercato sono ormai cambiate. Le motivazioni sono state messe in luce nei paragrafi precedenti e probabilmente quelle esposte sono solo alcune delle cause.

Vero, di contro, che ne traggono vantaggio a livello mediatico e televisivo le squadre più “piccole”, che si ritrovano protagoniste di un finale di mercato e regine di trattative di fine agosto. Ecco, perché il passaggio da Niang al Torino nell’ultimo giorno valido per comprare nuovi giocatori, diventa l’emblema di una nuova situazione, a cui dovremo abituarci.

Non è che si pensi che Cairo sia il nuovo Condor (soprannome affibbiato ironicamente o non da sostenitori e avversari rossoneri),  ma d’ora in poi iniziamo ad abituarci a uno Squinzi o un Campedelli o un Ferrero o un Mattioli protagonisti di fine agosto. Questo, perché il mercato, fra marketing, preliminari e tourneè estive, è totalmente cambiato e indietro, al vecchio portafoglio del presidente di fine agosto, non si può più tornare.

 

 

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