A Messina volata regale di Gaviria che concede il bis

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Fernando Gaviria a Messina

GIRO D’ITALIA – Dopo Cagliari, il giovane sprinter colombiano Fernando Gaviria domina anche la volata della 5^ tappa Pedara – Messina

E’ pur sempre vero che si tratta di un due volte campione del mondo nell’omnium, la specialità più completa della pista, per intenderci quella che ha visto Elia Viviani trionfare alle olimpiadi di Rio, ma era comunque difficile attendersi un Fernando Gaviria così devastante allo sprint. Soprattutto se consideriamo che il giovanotto colombiano ha appena 22 anni e che è al debutto assoluto in un grande giro, visto che il Tour di Polonia o il Giro di Svizzera, corsi nel 2016, non sono esattamente la stessa cosa… Eppure il portacolori della Quick Step Floors ha dimostrato di non avere timori reverenziali ed anche a Messina, così come in occasione del blitz di Cagliari, si aggiudica nettamente la tappa, conquistando anche la maglia ciclamino della classifica a punti, anche questa una sorta di bis, dopo aver indossato la rosa in Sardegna.

Il racconto della tappa è oggi particolarmente breve, visto che dopo le fatiche di ieri sulle pendici dell’Etna, il programma prevedeva una frazione breve e senza particolari difficoltà altimetriche, tanto per consentire il recupero ai big e concedere un’altra vetrina ai velocisti e rispettive squadre. Un applauso va comunque a Evgeny Shalunov e Maciej Paterski, i coraggiosi attaccanti di giornata che però in due soltanto non potevano sperare in altro riconoscimento che il ringraziamento degli appassionati. Al di là di questo attacco, nulla da segnalare da Pedara, la sede di partenza, fino alle porte di Messina, dove la corsa è entrata nel vivo. Un circuito cittadino ha fatto da scenario agli ultimi chilometri, percorsi ad altissima velocità nonostante un paio di passaggi rischiosi, con l’arrivo posto al termine di un lunghissimo rettilineo di 1.700 metri che avrebbe potuto trarre in errore diversi attesi protagonisti. Egregio il lavoro delle formazioni più accreditate, la Lotto Saudal, la Orica Scott, la Quick Step Floors e la Bora Hansgrohe, lungamente in testa per spianare la strada ai rispettivi capitani di giornata, ma poi tutto si risolve nei 250 metri finali, quando Gaviria scarica sui pedali tutta la sua potenza e lascia alle spalle tutti i rivali. Buono il secondo posto in rimonta per il giovane Jakub Maraczko (italianissimo, nonostante il nome) che lascia al ritrovato Sam Bennett il terzo gradino del podio, mentre è solo quarto André Greipel, con il favorito numero uno di giornata Caleb Ewan scomparso nelle retrovie (solo 23° l’australiano). Da segnalare anche il sesto posto di Kristian Sbaragli, l’ottavo di Roberto Ferrari ed il decimo di Enrico Battaglin.

Non fosse perché è arrivato al professionismo con le stimmate del predestinato, potremmo dire che oggi è nata una stella, Fernando Gaviria, un corridore che ha appena incominciato a vincere e che continuerà ancora per parecchio tempo ! Il suo compagno Bob Jungels, lussemburghese, conserva agevolmente la maglia rosa, ma potrebbe rischiare qualcosa già domani in una frazione dal finale molto insidioso.

6^ Tappa: Reggio Calabria -Terme Luigiane (km 217)

Dalla Sicilia al continente, con partenza fissata a Reggio Calabria per una tappa piuttosto lunga che non prevede particolari insidie lungo il percorso, ma che nasconde un finale estremamente insidioso con l’ascesa a Terme Luigiane. Con lo strappetto di Fuscaldo come anteprima (2 km al 7% con punte al 11%) a 14 chilometri dal traguardo, sono gli ultimi 2.000 metri a caratterizzare la frazione: 5,3% di pendenza media, ma che rinforza al 8% negli ultimi 700 metri, con tratti che arrivano al 10%. Non è quindi un arrivo per velocisti puri, ma nemmeno da scalatori e, assenti Sagan e Van Avermaet, l’attesa è per i “cacciatori di classiche” in gruppo.


Immagine di copertina di Tim De Waele / TDWSports.com tratta dal sito www.cyclingnews.com

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