Milan: adesso basta!

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La Milano rossonera ha subito un altro KO che può risultare decisivo per la lotta alla Champions. Perde contro i cugini nerazzurri e si ritrova a metà classifica lontana da quelle che erano le ambizioni di inizio stagione. I tifosi adesso dicono: “Basta!”

Non mi sarei mai immaginato di dover scrivere parole così dure sul Milan, su quel Milan che da piccolo mi ha regalato emozioni e gioie da invidiare a chiunque. Fino a sei anni fa ero un tifoso privilegiato rispetto agli altri ma adesso mi sento come un bambino che, abituato a mangiare al ristorante, si deve accontentare dal fast food.

Noi tutti attendevamo la rivoluzione societaria, noi tutti questa estate abbiamo fatto i salti di gioia per la campagna acquisti e per le promesse fatte dai dirigenti, ma adesso ci sentiamo presi in giro da una squadra che sembrerebbe pensare più al compenso economico che all’importanza della maglia che indossa.

Tutti bocciati, nessuno escluso. Un allenatore che si ostina con il suo modulo (insensato a mio avviso) e regala sistematicamente settanta minuti all’avversario; una difesa che fa acqua da tutte le parti guidata da un capitano che fino ad ora ha profondamente deluso le aspettative; un centrocampo che cambia in continuazione e non trova il giusto equilibrio fra i reparti; e un attacco sterile la cui unica luce sembra essere un ragazzino di diciotto anni venuto dalle giovanili.

Le scuse, dopo domenica, sono finite. Ora basta. Non ci sono alibi per il derby perso; non ci sono attenuanti per l’atteggiamento deprimente del primo tempo, durante il quale i giocatori dell’Inter facevano quello che volevano; e non ci sono giustificazioni per la società che continua a dire che la Champions è alla portata dei rossoneri. A mio avviso non è così.

Eppure, nonostante i tifosi dicano “Basta”, la dirigenza predica calma

Domenica sera ho assistito ai primi 45 minuti più brutti della stagione: Milan disorganizzato, gioco latitante e uomini fuori posizione. Un allenatore a capo di una squadra di un certo spessore non può continuare a proporre Suso seconda punta, dopo che a Genova, nella stessa posizione, lo spagnolo non l’ha mai toccata. Un pacchetto difensivo allo sbaraglio che, in occasione del secondo gol, hanno completamente perso di vista l’unico uomo che andrebbe marcato anche in bagno.

Abbiamo giocato a calcio solo 20 minuti e abbiamo rischiato di vincere la partita. Mi chiedo perché non partiamo con quell’aggressività sin dall’inizio e non solo quando andiamo sotto.

Mi fanno arrabbiare soprattutto le parole di Fassone quando dice che il Milan è in netta crescita e che si è visto un gioco propositivo perché l’obiettivo non è giocar bene ma fare più punti degli altri per arrivare sopra agli altri e fare la Champions. Così facendo rischiamo di stare fuori anche dall’Europa League. Non so se ci sia nell’aria un cambio alla guida ma se così fosse sarebbe meglio farlo subito e non quando sarà troppo tardi.

Altro aspetto che mi manda su tutte le furie è il fatto di perdere contro i cugini che hanno tirato in porta solo tre volte in tutta la partita.

La sconfitta nel derby (la terza di fila) rischia di essere il colpo del KO tecnico per il Milan e potrebbe creare una ferita profonda e insanabile all’interno dello spogliatoio. Speriamo che in Europa League la squadra reagisca e che Montella dimostri di aver capito gli errori commessi.

Aspettando l’AEK Atene, continuiamo a tifare per il Diavolo.

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