Milan: cercasi equilibri disperatamente

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Bisogna assolutamente trovare gli equilibri smarriti. Al Bentegodi Montella si gioca tutto: vincere per sperare nella rinascita o perdere e sprofondare definitivamente nel baratro. 

Quella con il Chievo doveva essere una partita tranquilla, nella quale far girare i giocatori e dare respiro ai “titolari” o ai presunti tali. E Invece no. Invece quella con il Chievo sarà forse la partita più importante della stagione di Montella alla guida del Milan perché mercoledì sera si giocherà il suo futuro contro gli scaligeri.

Montella arriva all’appuntamento fondamentale senza certezze: non ha un’idea di chi schierare ( le 9 formazioni diverse in altrettante partite lo sottolinea), non ha la calma e la serenità per affrontare il match, e non avrà Bonucci per squalifica.

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Se devo essere onesto spero che Montella venga esonerato perché non lo ritengo all’altezza del ruolo, non vedo un minimo di coinvolgimento da parte sue e perché è riuscito nel giro di un mese ad allontanare 40000 persone da San Siro.

Avevamo entusiasmo, avevamo voglia di andare allo stadio e avevamo la speranza di fare un anno da protagonisti. Poi ci siamo svegliati. O meglio ci hanno svegliato. Un mese terribile e si è passati dai sessantamila con il Craiova ai quindicimila con l’Aek Atene. Una tragedia.

C’era una volta…

E dire che avevamo anche una base dalla quale partire. Il sistema di gioco dell’anno scorso puntellato nei giusti reparti avrebbe dato a Montella le armi necessarie per partecipare alla grande abbuffata delle zone di vertice. Invece ci si accontenta del tramezzino con il tonno.

Io ricordo prestazioni di spessore, anche se sporadiche, contro le grandi: vedi i due derby, vedi le due partite con la juve, vedi andata e ritorno con la Lazio. Quest’anno invece a Roma non ci siamo presentati e con l’Inter abbiamo giocato venti minuti. Un regresso improponibile per una squadra di quel genere. Sulla carta molto forte ma solo sulla carta.

Peccato. L’unica cosa che mi vien da dire è peccato.

Tiriamo fuori l’orgoglio

Adesso è il momento di dire veramente basta a questo scempio e tirar fuori gli attributi. Ma quelli veri. Ci siamo rotti di essere illusi anche perché a gridare sempre “Al lupo” poi nessuno ci crede più. Quindi chiarezza e perseveranza nelle decisioni prese.

Alè Alè Alè Milan Alè, forza lotta, vincerai. Non ti lasceremo mai

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