Milan – grande rimonta, ma la mediana è tonta

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La mediana è da sempre il settore dove il presidente ha investito di meno. Purtroppo anche quest’anno non è stato fatto nessun acquisto di nota a centrocampo. Quanto reggerà la fragile line di Montella senza la dovuta qualità?

MEDIANA: UN’AGONIA VECCHIA E ATTUALE

L’ultima volta che il Milan ha comprato un centrocampista col piede giusto, capace di dettare i tempi, inserirsi, pressare e alzare il livello del reparto centrale, risale alla notte dei tempi. Dovrebbe risalire al 2001, se parliamo di acquisto superiore a 3,5 milioni di euro pagati a un altro club, mentre se calcoliamo i parametri zero, gli scambi fra giocatori e i giocatori acquisiti in occasione o a poco prezzo abbiamo un elenco numerosissimo. Dal vice Pirlo che arrivò nel gennaio del 2011 al condottiero De Jong, per non dimenticare l’eclettico Poli, il parametro zero Montolivo, il prestitino Van Ginkel e chiudiamo la rassegna con il giocatore fiato e muscoli Kucka. D’altronde che la famiglia Berlusconi non ami investire sui centrocampi mediani, corridori e in grado di regalare la luce a centrocampo, è ormai tradizione risaputa. Da sempre in casa Milan sono arrivati prolifici centravanti e lussuosi fantasisti. Sarebbe superfluo citare i nomi dei grandi campioni rossoneri. Quindi da almeno un decennio, forse più, la mediana è il tallone di Achille delle rose stagionali. E’ un’agonia vecchia e attuale, a cui, malgrado i tifosi sono abituati da sempre.

Quest’anno, puntualmente, s’è ripetuta. In estate sono stati comprati due centrali, un terzino, due mezze ali e due mediani, di cui uno più interno che altro e il cileno Mati Fernandez perennemente infortunato. Non c’è stato nessun rinforzo imponente per la linea mediana, il cosiddetto cuore pulsante del gioco e quindi il rischio che il gioco potesse latitare era assai elevato.

MILAN: MONTELLA E LA COPERTA A META’

E’ stato intelligente Montella a impostare una squadra, che fosse capace di creare le azioni salienti e pericolose dai piedi fantasiosi di Suso e Bonaventura, in tal modo sopperendo a una mancanza della rosa. Così il ruolo dei vari centrocampisti ruotati dal partenopeo era quello di contrastare, passare la palla ai creatori di gioco e ogni tanto inserirsi da dietro. Potremo dire che ha messo mezza coperta sulla mediana. Come si sa la coperta spesso è corta e ora un dubbio assilla i tifosi: quanto reggeranno quei quattro centrocampisti da qui a fine maggio?

L’inquietudine nasce dalle prestazioni dei ragazzi proprio sulla mediana, sopratutto in riferimento alle ultime partite accumulatesi: Crotone, Cagliari, Torino e Torino. Sempre gli stessi uomini: Locatelli, Kucka, Pasalic, Mati e per fortuna il recuperato Bertolacci. Ragazzi che si impegnano, lottano, portano a casa le loro ammonizioni e talvolta segnano. Purtroppo non sanno creare gioco.

MILAN: LA MEDIANA ATTUALE

Il giovincello Mattia, dopo l’exploit Sassuolo e Juve s’è rintanato in una sterile figura di mediano sufficiente, leggermente disattento, filtro di contenimento e capace di giocare molti palloni, ma di questi pochi sono creativi. Insomma un comune centrocampista di quelli presenti in tutti i campi di serie A, con l’attenuante dell’età. Poco raggio d’azione e minimo coraggio: troppo timido per sembrar il nuovo Albertini

Pasalic mette in campo tanta voglia di fare, velocità  e dinamismo. In alcuni casi propone l’azione o prova a concluderla, ma il rendimento non consente il salto di qualità.

Kucka ha già la sua fisionomia ben chiara. Spesso gioca come interno, altre volte a coprire la difesa, uomo che cerca sempre di rendersi pericoloso da fuori area e sui calci da fermo, ma anche qui difficilmente sa dare i tempi giusti alla squadra e può offrire al massimo fiato e muscoli.

Bertolacci è la speranza nuova del 2017. Innanzitutto per dare ragione a chi lo comprò due anni fa e sul cui operato pesano i dubbi annuali e le angherie del tifo rossonero; dall’altro lato per consentire alla squadra quel salto di qualità tecnico che l’ex giallorosso ha nelle sue corde. Vero è che Andrea non è un mediano per sua vocazione naturale, non può stare davanti alla difesa e non sa catalizzare il gioco.

A questo punto l’unico sarebbe Mati Fernandez, la cui fantasia e il cui talento balistico è innegabile, ma quando tornerà dal suo infortunio?

Allo stato attuale la mediana rossonera, fuorché qualche passaggio, contrasto e qualche inserimento offensivo, è in uno stato un po’ intontito o come si legge sopra: è tonta!

UNA MEDIANA ASSOLUTAMENTE DA AMPLIARE

Per Montella la coperta rischia di essere troppo corta o a metà. Così si rischia di gettar al vento tutto quello che di eccellente l’ex allenatore della Sampdoria ha creato.

A lui per la verità servirebbe una mano dal mercato, ma che non sia Deulofeu, esterno offensivo, giovane talento e ricambio ideale per il duo Suso-Bonaventura.

Alla società le si chiede è sicura che contro Juventus, Inter, Roma, Fiorentina, Lazio e l’imminente Napoli quel centrocampo reggerà ancora l’impatto forte contro quelle maree offensive?

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