Milan: i rossoneri sono un gatto che si morde la coda

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Ringhio tensione

Il milanista deluso e convinto: Empoli-Milan 1-1. Altri punti persi e la chimera del secondo tempo

Il milanista dichiara: siamo di nuovo qua, a commentare punti persi!

La squadra contro l’Empoli si è comportata egregiamente, tatticamente parlando. Biglia interpretava il ruolo davanti alla difesa alla perfezione, si abbassava a livello dell’area per raccogliere le palle di Donnarumma e si inseriva in verticale (da qui anche la rete) coi tempi giusti. E allora cosa non ha funzionato? Tatticamente è stato tutto perfetto, salvo alcuni interpreti, ma a livello mentale non ci siamo proprio.

Milan: un problema mentale

Parliamoci chiaro, Gattuso, nell’ennesimo scempio, non c’entra assolutamente nulla. Vogliamo dare la colpa a Gattuso se Terracciano compie almeno otto, diciamo otto davvero, parate da 10 in pagella? Oppure vogliamo incolpare Gattuso se Romagnoli fa un errore da dilettante consumato?

Noi crediamo che i due punti persi ieri sera siano figli della sfortuna in parte e per quel che rimane, nipoti dell’errore di Romagnoli e della rabbia agonistica che non si è vista per 70 minuti.

Il Milan ha giocato quadrato e ligio agli schemi per tutta la partita, quasi nessuna sbavatura in termini tattici, ma è evidente, e gli ultimi venti minuti alla ricerca disperata del gol vittoria ne  sono la prova lampante, che questa squadra non ha voglia di alzare l’asticella. Non ha voglia di mettere a ferro e fuoco le difese avversarie per novanta minuti. Manca cattiveria agonistica, forse manca pure la voglia. Non è dato sapere quale delle due sia la verità, ma è sotto agli occhi di tutti che così non si arriva nemmeno in Europa League.

Milanista: il dilemma Gattuso

Cosa devono fare Gattuso e la società? Innanzitutto è necessaria la conferma a livello mediatico di Gattuso. Va chiarito all’intero movimento che il mister non si tocca, che lui in poco tempo ha dato un gioco e un’anima a una squadra che da troppi anni aveva perso l’anima stessa. Successivamente è necessario riunire la squadra e gridarsi in faccia che le partite vanno giocate tutte, dal primo minuto al novantacinquesimo, esattamente con la furia vista negli ultimi venti minuti a Empoli.

Nulla di più, non servono modifiche tattiche, la macchina funziona e caso mai servirebbe qualche interprete dai piedi buoni a centrocampo, ma questa è un’altra storia.

Se il Milan dovesse stare fuori per l’ennesima volta dalla prossima Champions League, beh, meglio non parlarne, finirà anche questa chimera dei gol subiti nei secondi tempi.

A cura di Giulio Gozzi, il milanista tattico

 

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