Milan: Sarà l’anno giusto per togliere la maledizione dei numeri 9 e 10?

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Ci sono due numeri nella storia del calcio che tutti sognano di avere, sono la numero 9 e la numero 10. La numero 9 è quella del bomber mentre quella del 10 è quella del trequartista o fantasista. Nella storia del Milan tanti giocatori hanno indossato queste maglie. Da Van Basten a Weah passando per Inzaghi per quanto riguarda la numero 9 mentre la numero 10 è stata indossata da Rivera, Gullit, Savicevic, Boban, Rui Costa e Seedorf. Il rapporto tra queste maglie e il Milan, però, ha una linea spartiacque, più precisamente il 12 maggio 2012. Da qui, inizia una maledizione …

 

Qual è questa maledizione?

 

Da quella data che ha segnato l’addio al calcio di Inzaghi e l’addio alla maglia rossonera di Seedorf nessun giocatore è riuscito a dare importanza a questi due numeri. La numero 9 è stata indossata da Pato, giovane di belle speranze ma i troppi infortuni l’hanno costretto a salutare il Milan nel gennaio 2013.

Matri, attaccante puro acquistato ad agosto 2013 ma che coi rossoneri non è riuscito ad esprimere il suo potenziale e ha lasciato il Milan nel gennaio del 2014 con una sola rete all’attivo. Torres arrivato nell’agosto del 2014, i colori rossoneri dovevano essere quelli del riscatto dopo le stagioni in chiaro scuro col Chelsea ma qualcosa è andato storto e così nel gennaio 2015 ha lasciato questa maglia.

Da Torres la maglia è passata a Destro ma anche lui non ha inciso e i rossoneri hanno deciso di non riscattarlo e quindi chiudendo la sua parentesi rossonera con sole 3 reti all’attivo. Da Destro la maglia è passata a Luiz Adriano, lui doveva far parte dell’attacco titolare dei rossoneri insieme a Bacca ma il primo anno colleziona 26 presenze e sole 4 reti, nel 2016 arriva Lapadula e lui prende la numero 7.

Lapadula arriva al Milan nel giugno del 2016 e con Montella riesce anche a ritagliarsi il suo spazio, la grinta e la cattiveria sono le sue caratteristiche ma sotto porta e sempre poco lucido. In rossonero realizza 8 reti in 27 presenze ma non basta per ottenere la riconferma e così in quest’estate è stato ceduto al Genoa.

Dopo la 9 ecco la 10…

 

Per quanto riguarda la numero 10 la storia è un po’ più breve. Dopo Seedorf a vestire questa maglia sono stati solo due giocatori: Boateng e Honda. Per quanto riguarda il ghanese nei primi due anni di Milan è stato uno dei giocatori più bravi. Con la numero 10, però, nella stagione 2012-2013 qualcosa si spezza. Non riesce più a regalare fantasia, quantità e qualità. Fa tutto un po’ a sprazzi. Realizza solo 2 reti in campionato e 1 in Champions, la stagione successiva dopo aver realizzato una doppietta nei preliminari di ritorno di Champions decide di salutare la causa rossonera e di trasferirsi allo Schalke 04, per tornare poi da gennaio a giugno del 2016 ma col numero 72.

Nel gennaio del 2014, infatti, la maglia è passata al giapponese Honda. L’ex Cska Mosca, a parte una piccola parentesi dall’agosto del 2014 al gennaio 2015, ha sempre reso al di sotto delle aspettative. Da Seedorf a Inzaghi, passando per Mihailovic e Montella. Il suo contratto è scaduto a giugno lasciando così il Milan. Nella sua esperienza ha collezionato 81 presenze segnando solo 9 reti. Quindi questi giocatori si sono presi addosso questa maledizione.

Adesso la maglia numero 9 è di André Silva. L’attaccante classe ’95 ha già fatto intravedere parte del suo potenziale con la doppietta di ieri. Per il portoghese, però, è ancora troppo presto per dire se riuscirà a togliersi di dosso questa maledizione. Stesso discorso per il nuovo numero 10 Hakan Calhanoglu, il fantasista ventitreenne è stato una pedina fondamentale al Bayer Leverkusen. Riuscirà a ripetersi in rossonero? Chissà, i tifosi se lo augurano e sperano che la maledizione di questi due numeri sia rotta una volta per tutte.

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