Milano 18 mesi dopo: dal tedesco al portoghese

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Gabigol e Joao Mario arrivati a Milano tra accoglienze trionfali. L’ultima volta toccò a Podolski-Shaqiri. Avranno una sorte migliore rispetto ai due predecessori?

Gabriel Barbosa e Joao Mario; un brasiliano ed un portoghese: sono sbarcati a poche ore di distanza l’uno dall’altro i due nuovi costosi acquisti dell’Inter.

L’ultima volta che a Milano (sponda nerazzurra) si è vista un’accoglienza così per due giocatori appena sbarcati in aeroporto era Gennaio 2015. Protagonisti di allora Shaqiri e Podolski, due dei primi acquisti targati Mancini-bis ed acclamati come salvatori della patria.

Uno svizzero-kosovaro residente in Baviera ed un tedesco di origine polacca, per un affascinante ritorno al passato dal gusto tedesco, come l’Inter dei record che fu di Trapattoni.
Ma la storia, ahimè, prese una piega decisamente diversa, seppur pronosticabile, e di record c’è stata solo la velocità con cui i due ex Bayern sono stati accantonati e ceduti. Dopo un inizio incoraggiante in Coppa Italia, si è assistito ad una graduale eclissi che ha fatto precipitare l’ambiente dall’esaltazione generale alla depressione più totale.

Nemmeno il tempo di imparare qualche parola di italiano, tanto che Podolski non ha praticamente  mai rilasciato un’intervista nei suoi sei mesi a Milano, probabilmente più impegnato a trascorrere l’eccessivo tempo libero concessogli da Mancini girando dalle parti di Piazza Duomo in sandali e calzini bianchi. Il campione del mondo sarà anche tornato a casa con pochi gol, ma sicuramente con tantissime belle fotografie dei monumenti milanesi.

Allo stesso modo nemmeno l’Inter ha imparato a “parlare” tedesco, ed il progetto romantico di emulare i tempi che furono di Matthaus e compagni è passato ben presto in archivio.
Se Shaqiri e Podolski furono i regali di Thohir a Mancini, Gabigol e Joao Mario sono quelli di Zhang a De Boer.  Di loro sappiamo già tutto, per quanto se ne è parlato nelle ultime settimane. Resta solo tanta curiosità di vederli all’opera, magari avendo imparato ad aver pazienza dopo l’esperienza Perisic-Kondogbia.

Quello che ora si augurano tutti i tifosi nerazzurri è che il portoghese sia più facile da apprendere rispetto al tedesco, anche considerato un investimento nettamente superiore da giustificare.
Intanto pare che a Barbosa abbiano già sequestrato la macchina fotografica. Più difficile pare sia stato requisire i sandali di Joao Mario.

Spetterà a Frank De Boer l’arduo compito trovare la giusta collocazione dei due nuovi assi a sua disposizione, per un’Inter che non ha più alibi in chiave piazzamento Champions. Una responsabilità che il tecnico sarà sicuramente felice di sorbirsi. E per non fallire l’obiettivo l’olandese attende solo più un difensore. Che parli portoghese, tedesco, cinese o italiano; poco importa, purché parli bene coi piedi.

Amala. Anzi, amá-la.

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