Misano, Italia dai due volti.

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spielberg moto gp

Nella gara in terra romagnola la Ducati mostra nuovamente i muscoli, malgrado la caduta di Jorge Lorenzo.

Quello di Misano è un altro gran premio da incorniciare per la casa di Borgo Panigale, sia per il risultato ma anche per la consapevolezza di aver raggiunto un livello di competitività mai toccato prima. La Ducati, grazie a questa superiorità tecnica, ha permesso a Dovizioso di ottenere la vittoria, per la gioia sua e per quella dei ducatisti (ma anche per gli italiani tutti). Tra gli altri che possono essere contenti della propria gara ci sono poi Marquez, che aumenta il proprio vantaggio in cima alla classifica, e Crutchlow, rispettivamente secondo e terzo al traguardo. Male Lorenzo, caduto al penultimo giro, e le Yamaha.

La corsa del gruppo di testa

Nel circuito dedicato a Marco Simoncelli, la gara si spezza in due parti. In fuga vanno Lorenzo, Dovizioso e Marquez. Nei primi giri Lorenzo sembra tentare l’allungo come da abitudine, ma un Dovizioso in ottima forma non ci sta e prende il comando della corsa nella staccata che porta alla curva della Quercia. Da lì in poi la lotta per il primo posto si chiude e rimane viva quella per la seconda e la terza piazza, con Lorenzo e Marquez che danno il via ad un flamenco di staccate, sorpassi e incroci da capogiro. Verso la fine della gara arriva però la caduta del maiorchino, che nel disperato tentativo di ricucire sul compagno perde il controllo della moto nell’ultima sezione del tracciato, quella delle due curve Misano. Marquez ringrazia e chiude dietro al centauro di Forlimpopoli.

La gara degli altri

Mentre Ducati e Honda se ne vanno via, dietro Viñales, Rossi e Zarco, in sella alle loro Yamaha, provano a limitare i danni, ma le cose non vanno per il verso giusto. Complice una temperatura dell’asfalto superiore nell’ordine della quindicina di gradi, le moto made in Iwata non riescono a trovare la giusta aderenza e il giusto smalto. Il trio degli Yamahisti finirà in quinta, settima e decima piazza, sopravanzati dalla Suzuki di Rins, giunto quarto al traguardo. Più indietro Aprilia, nei punti con Aleix Espargaro, e KTM.

C’è pure Romano Fenati

Si, perché non si possono non scrivere due righe per quello che è successo in Moto2 (video), ovvero la squalifica in race e per le due gare successive comminata a Fenati per essersi affiancato a Manzi e avergli tirato la leva del freno sul dritto. Da parte della redazione di TifoBlog vi è la piena solidarietà con la decisione della direzione gara, seppur un po’ troppo leggera in relazione alla gravità del gesto, totalmente antisportivo ed estraneo al mondo delle corse.

Il team di Fenati ha rescisso il contratto con il pilota ascolano e pare che anche in MV, team con cui aveva siglato un accordo per il 2019, vogliano liberarsi da lui, dopo il mesto gesto di ieri.

Romano Fenati frena la moto di Stefano Manzi in pieno rettilineo. Bandiera nera per lui.

Un week-end dai due volti per i colori italiani, bene Dalla Porta, Bagnaia e Dovizioso. Male Rossi, malissimo Fenati.

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