Mondiali 2018: Islanda, oltre il geyser sound c’è di più

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Islanda

L’Islanda non è certo una corazzata, ma tra simpatie raccolte, organizzazione in campo e consapevolezza dei propri mezzi, ha raccolto un punto d’oro contro l’Argentina del tanto osannato Messi. La prossima sfida sarà contro la Nigeria. Sconfitti in partenza? Non credo proprio…

L’Islanda rientra storicamente in quelle formazioni Nazionali che partecipano a competizioni ufficiali (quando riescono a qualificarsi, cioè mai) in veste di Cenerentola o poco più. Chi si aspettava però un approccio in stile “materasso” deve ricredersi per forza, il pareggio con l’Argentina è stato un risultato pazzesco. Figlio sicuramente di una partita difensiva molto attenta, ripartenze veloci e perché no, un pizzico di fortuna. Elemento che per andare avanti in certi campionati è fondamentale. Avremmo da imparare anche noi dell’Italia da questi ragazzi. Molti di loro, se non tutti, svolgono un secondo lavoro. Come continuano a ripetere gli islandesi, il calcio, non è la vita vera ma un sogno, motivo per cui bisogna rimanere con i piedi ben piantati a terra e volare basso impegnandosi il più possibile per provare a pareggiare il gap tecnico con le rivali.

Il loro portiere, Halldorsson, autore di un miracolo sul rigore di Messi, fa il regista. Che schiaffo per tutti quei ragazzini montati e quei calciatori arroganti che si rifiutano di scendere in campo. Oppure se lo fanno, entrano con la stessa voglia di un bovino che capisce di andare verso il macello. L’esempio imbarazzante di Kalinic nei giorni scorsi è sotto gli occhi di tutti e siamo sicuri che in una terra come l’Islanda, dove i valori hanno un peso diverso rispetto a tante Nazioni, situazioni come queste non accadranno mai. Si gioca per passione e per amore di questo sport e, quando la propria Nazionale chiama rispondi, anche zoppo. Questione di stile e di rispetto, sia per la patria che per gli avversari. Capisco però che oggi giorno, questi valori, siano sotto le suole delle scarpe per molte persone.

Islanda: una crescita che arriva da lontano

Lo spartiacque per il calcio islandese si può inquadrare a partire dalle qualificazioni a Euro2000. A differenza di risultati disastrosi ottenuti nelle competizioni precedenti, il girone viene chiuso al quarto posto. Vittoria sulla Russia e pareggio d’oro contro la Francia campione del Mondo.

Il governo islandese, accortosi di questi successi e del clamore ottenuto in patria decide di cambiare tutto e puntare sul pallone. Investimenti altissimi, campi indoor( sì, in Islanda fa sempre abbastanza freddino…) e soprattutto una vera scuola per dirigenti ed allenatori. Oltre al nuovo appeal per il calcio, queste mosse si son rivelati utili anche a combattere due piaghe pesantissime in questo paese fino a circa 15 anni fa: alcolismo e tabagismo, bestie nere in paesi dove per molti mesi la luce non c’è e se guardi fuori dalla finestra ti si gelano i bulbi oculari. Certo, ci son voluti quasi due decenni, ma abbiamo visto tutti che risultati han dato. Portare una nazionale ai mondiali per uno stato così piccolo è un record e un vanto pazzesco. Che sia arrivato il momento per il nostro grande mondo calcistico di prendere spunto da realtà minori?

Probabilmente contro la Nigeria il tutto verrà ridimensionato. Fino ad allora però lasciateci sognare ed elogiare chi ha saputo lavorare bene. Se poi chi lo fa, veste anche una divisa azzurra, beh, perché non sostenerli?

Curiosità

Gislason dell’Islanda è stato “eletto” a “bello” di questi Mondiali2018

Con questa pillola faremo felici le nostre sostenitrici e le tifose: sapete chi è il giocatore eletto a simbolo sexy di questi Mondiali2018? Ovviamente un giocatore islandese! Il bel Rurik Gislason, paragonato un po’ a Thor un po’ a Beckham…Non sappiamo quanto ci abbiano azzeccato, ma siamo sicuri che il bel Gislason verrà apprezzato!

Ecco se avevate pochi motivi per seguire le gesta dell’Islanda, siamo sicuri che con questo ulteriore incentivo aumenteranno, almeno per le quote rosa!!

 

 

 

 

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