Montella: il gruppo e quel senso di appartenenza al Milan

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Montella sembra aver ridato fiducia all’ambiente rossonero e ai tifosi, grazia a un cocktail di giovani italiani e diligenti, talenti in luce e uno nuovo spirito di coesione e amicizia, come non si rivedeva dai tempi del grande Milan di Ancelotti.

Alzi la mano chi avrebbe scommesso su un Milan terzo in campionato ai primi di novembre? Io no.

Certamente, quando ad agosto si è chiuso il calciomercato, la stragrande maggioranza dei tifosi non avrebbe immaginato la posizione che il Milan occupa oggi.

Più di questo risultato, tuttavia, mi colpisce quanto Montella sia riuscito in pochi mesi a ” liberare ” la mente di molti giocatori, facendoli rendere anche più di quanto loro stessi si aspettassero per questo inizio di stagione.

Tutto questo può forse essere frutto della situazione societaria, finalmente quasi alla conclusione con il closing atteso non oltre il mese di novembre, lasciando la squadra libera di giocare senza troppe preoccupazioni sull’obbiettivo di quest’anno: il ritorno in Europa, la vera casa del Milan, ma di questo parleremo più avanti, se la posizione consentirà di sognare in grande! 🙂

Una cosa è certa: stiamo assistendo a una ” favola ” di altri tempi tanto desiderata dal nostro presidente, con un’ossatura fatta principalmente da giovani e in gran parte italiani.

Donnarumma, De Sciglio, Calabria, Romagnoli, Locatelli e soprattutto il jolly Bonaventura sono quelli al momento consacrati sia grazie a Sinisa lo scorso anno e sia con l’avvento di Montella (lo psicologo) quest’anno. Di Jack si è parlato già tanto, ma non ci si stanca mai di elogiare un giocatore sempre ubbidiente verso il mister e capace di coprire anche tre ruoli a partita, con egregio rendimento.

Non dimentichiamoci di Bertolacci ancora fermo ai box. Personalmente sono molto curioso di vedere se la cura del nostro Vincenzo possa funzionare anche con lui. Io ne sono certo e lui ne ha tutto il diritto.

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Un abbraccio ovviamente va al nostro Capitano, spesso criticato, ma uomo unico per temperamento e carisma e aggiungo anche spesso bersagliato esageratamente da stampa nazionale e dalla tifoseria rossonera.

Importantissime anche le crescite di Suso e Niang e l’apporto muscolare di Kucka in mezzo al campo; l’esperienza al Genoa, con un maestro per i giovani talenti come Gasperini, ha insegnato loro come stare in campo, ma soprattutto come mettersi al servizio di un gruppo e in che modo eseguire i dettami dell’allenatore.

Un esempio lampante di come le cose stiano cambiando rispetto agli ultimi anni, è la voglia che finalmente si vede in questi ragazzi unita alla fame e all’onore di portare una maglia così pesante per il prestigio che comporta. Dentro di questa devono trovare la forza di combattere ogni partita come se fosse una finale di Champions e di questo se ne stanno accorgendo anche tutti i tifosi, vista l’inversione di tendenza: la domenica a San Siro finalmente si rivede un graduale ritorno sugli spalti.

Sicuramente è servita l’epurazione di giocatori scomodi nello spogliatoio, sia come ingaggi che come comportamenti per ripartire. Deve restare solo chi sente nel suo DNA questa squadra. E’ una cosa fondamentale se si vuole ottenere un gruppo di ragazzi vincenti, e perché’ no, amici nella vita. L’amicizia quale ingrediente vincente ci fa rivivere un po’ quel che accadeva solo pochi anni fa con Gattuso, Pirlo, Nesta, Sheva e Maldini che ad ogni intervista o occasione non mancavano di ripetere quanto fossero compatti nei ritiri e nella vita quotidiana, unendo momenti di scherzo al solito durissimo lavoro in campo.

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Anche Lapadula mi sembra orientato verso uno spirito di gruppo, mi ha letteralmente folgorato per voglia e carica in campo, ma paga forse un po’ l’ingombrante presenza di Bacca, gran goleador, ma persona dal carattere difficile e soprattutto non è ancora chiaro a mio parere se possa davvero essere utile a quello che chiede Montella a livello di gioco e tattica.

Ammiro invece come il nostro Mister non perda occasione per riprenderlo e fargli capire “chi comanda” ogni volta che ha qualche perplessità. Se con tale espressione vogliamo ricordare lo spiacevole episodio della sceneggiata il cambio all’ ottantacinquesimo minuto.

Sono molto curioso di vedere cosa possa accadere con il mercato di gennaio vista la nuova proprietà, ma prima ci son molte cose a cui pensare, dalla finale di Doha con la Juve a dicembre fino a vedere che posizione occuperemo prima della pausa natalizia.

Una cosa è certa, saranno due mesi molto interessanti e che diranno tanto su quello che’ è davvero diventato questo nostro nuovo Milan e quello che potrà essere in futuro. E lo possiamo dire i tifosi hanno fiducia in Montella e nel nuovo corso di questa nuova era rossonera.

A cura di Marco Turotti

 

 

 

 

 

 

 

 

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