Motori – F1, Rosberg torna grande. Le Mans, Toyota che beffa

220
La Ferrari di Vettel
Ferrari formula 1 2016

Baku (Aze) – La Formula 1 sbarca in terra azera e le previsioni per un gran premio spettacolare si sono rivelate azzeccate. Con il suo circuito cittadino più veloce al Mondo (Bottas 366 km/h, ndr) e le sue strettoie degne di Montecarlo, Baku offre il giusto mix per essere promossa a pieni voti. Scenari incantevoli fanno da cornice al Circus Mondiale, moderno e storico, tutto nella stessa città. Erano previsti incidenti catastrofici e numerosi interventi della Safety Car, ma la AMG GT S F1 della direzione gara non è apparsa nemmeno una volta davanti alle telecamere, anche se a Vettel forse avrebbe fatto comodo per ridurre lo svantaggio da Rosberg. Un Rosberg in palla, davvero ritrovato ed in gran forma in questo GP, nonostante il problema di setting avuto in gara, riscontrato in entrambe le Mercedes. Problema che Hamilton non è riuscito a risolvere non conoscendo tutte le funzioni del suo volante. Del resto Rosberg se vuole battere un compagno di team più veloce di lui deve agire d’astuzia ed intelligenza, non lasciando nulla al caso. Buona la prova delle Ferrari, molto più a loro agio con le Pirelli Soft nella seconda parte di gara (stesso ritmo della Mercedes) rispetto alle Super Soft montate allo start. Peccato per un piccolo errore di Raikkonen, che mettendo le ruote oltre la linea di rientro pit-line ha dovuto scontare 5 secondi di penalità che, a mio avviso, gli hanno fatto perdere la terza posizione a favore di un comunque ottimo Sergio Perez. In classifica generale Rosberg torna ad allungare sul compagno di box, ma Vettel con la sua costanza di rendimento inizia a farsi largo in terza posizione.

Le Mans (Fra) – Rimanendo in Europa, ma decisamente più ad Est, doveva essere la 24 ore della Toyota, dopo 18 anni di inseguimenti a Porsche e Audi, la casa nipponica con la TS050 Hybrid aveva le carte in regola per primeggiare in terra francese e fare capire al Mondo che l’evoluzione dei motori asiatici ha raggiunto e superato quella europea, compito che in Formula 1 la Honda ha steccato clamorosamente. Doveva… e ci stava quasi riuscendo in effetti, una 24 ore di Le Mans che ha visto nella prime fasi un team Porsche fare da lepre, ma calare inesorabilmente dopo le prime 4 ore, fino a farsi superare dalla Toyota. Poi ciò che non ti aspetti: alla 23esima ora e 57 minuti, corsa ormai all’epilogo, il colpo di scena clamoroso. A 3 minuti dalla fine, nell’ultimo giro di una gara interminabile la Toyota di Nakajima si ammutolisce e non ne vuole sapere di ripartire. Grande sconcerto alla Sarthe per il team nipponico che, a sue spese, si è reso conto che anche un piccolo dettaglio può fare una grande differenza, dettaglio che probabilmente Porsche e Audi avevano calcolato, dettaglio che trasforma un trionfo in una sconfitta. Vittoria n°18 per Porsche a Le Mans, con la 919H guidata dal trio Lieb, Dumas e Jani, Porsche che bissa il successo dello scorso anno quando tra i piloti dell’equipaggio vincente aveva un certo Nico Hulkemberg.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.