Napoli: ADL, troppo bastone e poca carota

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Napoli attendeva dopo trent’anni questa partita. Quando Maradona e compagni persero due a zero mangiandosi l’impossibile per poi pareggiare la gara di ritorno dicendo addio alla coppa dei campioni. La squadra di Sarri era chiamata ad una missione quasi impossibile contro i campioni di tutto del Real Madrid e in uno degli stadi più prestigiosi del mondo. Ai giocatori e al tecnico si chiedeva quanto meno una prova d’orgoglio dove c’è stata solo parzialmente e condita da un gol di Insigne che aveva illuso per dieci minuti i sogni di una possibile impresa. La squadra per troppi tratti della partita è parsa timida e pasticciona e al cospetto dei un top club come il Real questi errori li paghi a caro prezzo.

La sconfitta ci può stare perchè gli azzurri sono poco abituati a grande palcoscenici, ma tutto passa il secondo piano quando il presidente a fine partita con tanta presunzione accusa sia la squadra per la poca “cazzimma” messa in campo e il tecnico per alcune scelte tecniche riferendosi non solo a questa partita, ma anche a quelle precedenti. Raramente nel calcio si vede un tecnico che schiera in campo una formazione per far rendere questo o quell’altro giocatore per sapere se sono buoni oppure no, salvo poi rivenderli il doppio o il triplo di quanto lo hai acquistato. È frustrante che i tifosi ascoltino dichiarazioni del tipo che non ti interessa vincere tutte le partite di campionato e subire qualche sconfitta in più per sperimentare altre soluzioni tattiche.

Ormai è chiaro che la politica del Napoli è quella di comprare giovani per poi rivenderli quando saranno valorizzati. Peccato rovinare una giornata che poteva essere un passo verso la crescita di questa squadra perchè una società giovane come il Napoli ha bisogno di accumulare certe esperienze. Le vittorie non arrivano subito, lo dimostra il PSG che per competere col Barcellona è dovuta passare per tante sconfitte subite in passato e che ora può puntare seriamente a vincere la Champions dopo che di anno in anno ha accumulato una certa abitudine a giocare a questi livelli, ma evidentemente i programmi societari sono altri e non vanno di pari passo con quello che vogliono i tifosi.

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