Napoli: Alla ricerca della mentalità vincente

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Il 2016 del Napoli si chiude con uno spettacolare 3-3 contro la Fiorentina in una gara dove ha mostrato ancora una volta la mancanza di una mentalità vincente quando si tratta di mettere da parte l’estetica e di badare alla sostanza magari rinunciando a qualche gol subendone di meno.

Tra Torino e Fiorentina i partenopei hanno subito la bellezza di sei gol e qui non si tratta di mancanza di uomini dove prima si piangeva l’assenza di Albiol (vittima del pasticcio sul gol del Benfica) e ora quella di Koulibaly (responsabile sul gol del vantaggio di Dzeko contro la Roma reo di non aver buttato la palla in tribuna), ma è una questione di mancanza di cattiveria agonistica: ogni volta che i viola avevano palla era sempre un pericolo perchè nessuno si disdegnava a fare un contrasto magari beccandosi anche qualche cartellino giallo di troppo però si stroncavano sul nascere azioni pericolose e magari si impediva l’eurogol a Bernardeschi sul due a due.

Spulciando le statistiche si osserva che il Napoli è la squadra che commette pochi falli e che ha pochissimi giocatori squalificati. Da un lato va benissimo perchè il gioco è maggiormente fluido e ci sono possibilità di fare gol con maggiore facilità, ma rovesciando la medaglia ci sono partite in cui contro squadre che fanno la partita c’è bisogno di maggiore concentrazione e di maggiore aggressività a costo di beccarsi anche qualche squalifica in più, perchè la rosa larga serve anche per sostituire chi non gioca senza alterare la qualità dell’undici titolare e quella del gioco. Mertens è da prendere esempio dove sia sull’uno a uno che sotto di un gol ha preso la squadra in mano e con un gol e un rigore guadagnato ha limitato i danni portando a casa almeno un punto.

Sarri ha preso coscienza di questo vuoto da colmare, nell’ultimo periodo ha cambiato il suo pensiero iniziale dove rimangono solo un ricordo quelle famose parole dopo la sconfitta di Bergamo dove aveva alzato bandiera bianca sullo scudetto definendo la Juve di un altro pianeta. Da Lisbona in poi il tecnico azzurro ha cambiato registro pretendendo una prestazione di forza contro il Benfica premiato con la qualificazione e ad un cambio di rotta in campionato dove sia in termini di risultati che in termini di gol qualcosa è cambiato. Ora c’è bisogno che anche difesa e centrocampo facciano un salto di qualità in termini di concentrazione e cattiveria agonistica per continuare il precesso di crescita iniziato l’anno scorso mettendolo come uno dei propositi principare per il 2017.

https://www.youtube.com/watch?v=WvH6TJvrHHU

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