Napoli: Callejon, il cannoniere silenzioso

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Al Napoli servono i secondi quarantacinque minuti per prevalere sul Palermo che nel primo tempo crea non pochi grattacapi, con Hamsik che apre le danze e con Callejon che le chiude. Alla vigilia del debutto in champions Sarri effettua delle piccole modifiche alla formazione titolare gettando nella mischia Maggio, Zielinski ed Insigne al posto di Hysaj, Allan e Mertens titolari contro il Milan, sulla carta non ci dovrebbe essere storia per i partenopei, ma la squadra del neo tecnico De Zerbi che ha preso il posto di Ballardini imposta una partita molto difensiva con tutta la squadra dietro la linea della palla e compattezza nei reparti per impedire qualsiasi forma di attacco azzurra, tentando quando era possibile qualche contropiede. Alla fine però è prevalso il divario tecnico presente tra le due squadre soprattutto a centrocampo con Zielinski che prima con un apertura  permette a Ghoulam di confezionare un assist al bacio per Hamsik che sblocca il risultato e poi con una progressione conclusa con il tocco finale di Callejon che ha siglato il 3-0. Proprio lo spagnolo è protagonista della seconda doppietta di fila e che in queste prime giornate di campionato sembra letteralmente scatenato, andando oltre le più rosee previsioni dal punto di vista realizzativo. L’esterno ex Real Madrid è un giocatore preziosissimo nello scacchiere di Sarri: in tre anni ha saltato solo una partita di campionato (Sassuolo-Napoli della stagione 2013/2014 per squalifica) e ha interpretato in maniera straordinaria sia la fase offensiva, dove Benitez nel primo anno ci ha visto giusto pronosticando 20 gol stagionali, che in fase difensiva con l’intelligenza tattica di un terzino, l’assenza di Higuain lo sta facilitando molto in termini di incisività, stesso discorso per Hamsik dove cerca in maniera frequente l’inserimento, la sua specialità. Resta da migliorare l’approccio alla partita dove in queste prime tre partite il Napoli è andato ha segno nella prima frazione di gioco solo due volte contro il Milan contro le restanti sette reti siglate nella ripresa del gioco. Quando si perde un giocatore da 36 gol e si rifonda il centrocampo con giovani di prospettiva è inevitabile ritrovare una nuova quadratura del cerchio, lo stesso Sarri ha vestito i panni del pompiere avvisando che questa rosa è ancora tutta da scoprire e che i nuovi arrivi dovranno integrarsi nei suoi meccanismi di gioco e che solo quando si è arrivati a regime si potrà dire se questa squadra sia veramente migliorata oppure no e se avrà metabolizzato del tutto la partenza del Pipita.

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