Napoli: Insigne giocoliere all’Olimpico

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All’Olimpico brilla la luce di Lorenzo Insigne che nel 3-0 rifilato alla Lazio realizza una doppietta di pregevole fattura e si candida sempre di più a leader della squadra di Sarri avendo indossato anche la fascia di capitano negli ultimi due minuti dopo l’uscita di Hamsik. L’attaccante azzurro ha superato il record di marcature stagionali arrivando a toccare quota quattordici gol, mostrando grande maturità e soprattutto grande disponibilità nel dare una mano ai compagni dietro e fare un salvataggio sulla linea sul tiro di Patric a botta sicura.

Lui e Mertens insieme hanno totalizzato trentaquattro gol, circa il cinquanta per cento delle marcature totali del Napoli in campionato. I due giocatori sono oggetto di discussione sui rinnovi contrattuali che sono ben lontani dalla via di definizione. L’augurio è che la società fatta un piccolo sforzo per trattenerli entrambi, sarebbe un peccato privarsi di due frecce di un arco capace di colpire qualsiasi avversario. Lo stesso Sarri ha invitato i due a pensarci bene prima di lasciare Napoli. Il tecnico non ha tutti i torti perchè gran parte della loro crescita è dovuta soprattutto al lavoro che il tecnico sta portando da due anni a questa parte.

Sulla partita con i biancocelesti, dal primo fino all’ultimo minuto non c’e stata storia: Napoli sempre padrone del campo, anche merito della Lazio che ha lasciato di proposito il pallino del gioco in mano agli azzurri. Ma Inzaghi si è fatto male i calcoli e non ha previsto la serata di grazia di Lorenzo Insigne che con Callejon cala il tris. Nemmeno nel forcing laziale con l’ingresso di Keita non è servito a riaprire la partita perchè il Napoli sta imparando a anche a stringere i denti quando gli avversari prova il tutto per tutto per raddrizzare la gara.

Il Napoli sul piano del gioco cresce di partita in partita e poco importa che a Torino preferiscono i risultati al “circo”. Molti non ricordano che questa squadra è priva di un condottiero come Higuain e ha dovuto fare a meno anche del suo sostituto. Se si vuole vincere la palla deve passare alla società fornendo al tecnico quei giocatori che facciano fare il definitivo salto di qualità e competere per lo scudetto fino alla fine e far capire agli scettici che anche col bel gioco si può vincere.

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