Napoli l’opinionista: tre validi motivi per amare Aurelio De Laurentiis

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L’opinionista napoletano si concentra sulla figura presidenziale con uno sguardo analitico del suo percorso dalla serie C alla Champion’s League. Ne viene fuori un encomio non tanto umano piuttosto statistico-sportivo.

AURELIO DE LAURENTIIS: TRE VALIDI MOTIVI PER AMARLO

A cura di Gaetano Toraldo

Aurelio De Laurentiis è l’uomo al centro della disputa partenopea. A Napoli è in atto una vera e propria accesa discussione tra coloro che lo odiano e lo amano. Io sono tra coloro che lo amano e lo ritengono un ottimo presidente e un acuto manager in questo calcio ormai selva di accattoni e approfittatori.

Senza voler tornare troppo indietro nel tempo e dire da dove ci ha pescati (sarebbe cosa superflua) voglio analizzare tre validi motivi che mi fanno essere a suo favore.

Premessa: voglio precisare che come uomo lo ritengo estremamente antipatico, spocchioso e incapace di avere un rapporto decente con i media, ma questo non ne oscura le qualità di presidente. Vi illustrerò di seguito i tre motivi che mi fanno sentire pro ADL.

1) LE PROMESSE

Le ritengo tutte mantenute dalla prima all’ultima e non lo dico io ma i fatti, sopratutto la storia del Napoli di questi ultimi dodici anni. Quando prese il club, che era fallito, la prima fu quella di portarci in cinque anni in serie A. Così fu, anzi vi riuscì con due anni di anticipo (secondo nel Campionato di serie C e primo in serie B). Successivamente promise di portarci in cinque anni in Champions League e anche in questo caso dopo due anni di assestamento al terzo anno ascoltammo al San Paolo la dolce sigla della competizione europea.

Altra promessa fu quella di mantenere la squadra sempre ai vertici del campionato e mi sembra che ci sia riuscito ampiamente. Negli ultimi quattro anni il peggior posizionamento lo abbiamo avuto con la gestione Benitez.

Infine l’ultima promessa è l’agognato scudetto per il quale purtroppo negli ultimi anni siamo incocciati  in una squadra, che oltre alla tradizione di vincente , ha battuto tutti i record per punti realizzati, goal segnati, goal subiti; con l’aggiunta di una delle più granitiche difese d’Europa e il miglior portiere del mondo.

2) LA VALORIZZAZIONE

La valorizzazione della società e del parco giocatori.

Siamo partiti da zero, con giocatori presi in prestito, senza contratto o disoccupati in serie C; abbiamo acquistato il miglior allenatore possibile per un progetto di serie C/B con l’aggiunta di giocatori del calibro di Cannavaro Paolo, “il Pampa” Sosa e Calaiò, tutti amanti della maglia e della città, determinanti per la risalita dalla C alla B e dalla B alla A.

Una volta assestati in serie A, De Laurentiis ha incominciato a capirne qualcosa di calcio, con l’aiuto del rampante Bigon e del navigato Marino ha fatto affari eccezionali acquistando giocatori di prospettiva uniti a quelli pronti, ma inesplosi in serie A. Dopo averne goduto dei servigi e del salto di qualità, in virtù della famosa clausola rescissoria, li ha rivenduti realizzando plusvalenze enormi: Cavani, Lavezzi e Higuain. La clausola rescissoria, come si sa, nasce quale deterrente per non perdere il giocatore a favore di altri club. Se poi una squadra, seppur italiana, decide di pagarla in toto, diventa difficile non accettare l’offerta.   Attualmente la società ha un valore e una possibilità di spesa in rapporto al fair play finanziario che pochi dei grandi club d’Europa possono vantare e parlo di team che fatturano sette volte più del Napoli.

Mi si potrebbe opinare che nell’ultima campagna acquisti questa fortuna non sia stata immediatamente messa nel mercato acquisti. Io ritengo che il tempo in cui si ingannavano i tifosi, acquistando giocatori di valore e pagandoli una fortuna, pur con un budget accettabile, è finito. Ora i top player costano quanto operazioni di borsa internazionali. D’altronde nessuno può vincere da solo, lo stesso Maradona nel primo anno il massimo che riuscì a fare fu regalarci un tranquillo campionato senza oneri ne onori; quando poi gli si allestì intorno una squadra vera, con i vari Bagni, Giordano, Carnevale etc. (che non erano certo dei giocatori super accreditati in Italia ne in Europa) arrivò il Napoli due volte campione d’Italia e vincitore della Coppa UEFA, oggi più nota come Europa League.

Ma avevamo preso il giocoliere più forte di tutti i tempi, un altro pianeta, un’altra storia, un giocatore che nel suo habitat naturale sfoderò tutto il meglio di se stesso (ahimè anche il peggio) per portarci alla gloria.

3) I NUMERI

Mi dispiace ma nel calcio i numeri fanno la differenza, ed io ne voglio enunciare alcuni per far capire come Aurelio De Laurentiis sia solo da ringraziare e sostenere.

Bilancio spese per monte- ingaggi negli anni dal 2012 al 2016 (fonte il Mattino di Napoli):

 Anno 2012/2013 Mazzarri € 56.2 milioni

 Anno 2013/2014 1° Benitez € 73,1 milioni

 Anno 2014/2015 2° Benitez € 74.6 milioni

 Anno 2015/2016 1° Sarri € 73 milioni

 Anno 2016/2017 2° Sarri attualmente € 69 milioni.

Come si può vedere il monte-ingaggi, vale a dire il totale degli stipendi ai calciatori, che è la spesa più grande per le società, negli anni è lievitata senza influire minimamente sui risultati.

Quest’anno ove si registra una drastica riduzione, abbiamo un parco giocatori ringiovanito con elementi di sicuro avvenire utili, duttili e consoni al progetto Sarri, è lui il nostro vero fuoriclasse.

In conclusione voglio spendere due parole per la campagna acquisti 2016/2017. I nomi li conoscete ma quello che non sapete è il monte-ingaggi totale dei vari Giaccherini, Milik, Zielinski, Rog, Diawara e Tonelli: 6,70 milioni di euro. Io non dico che quest’anno si vincerà lo scudetto, ma certamente si sono gettate le basi per un futuro che ci vedrà sicuramente protagonisti e vincenti in Italia e in Europa.

Foto tratta dal sito www.eurosport.com

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