Napoli: Sarri, una panchina che vale oro

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Non se lo aspettava nemmeno lo stesso Sarri di essere premiato con la panchina d’oro, riconoscimento che per sua stessa ammissione viene dato a chi vince almeno qualcosa. Il tecnico azzurro infatti ha interrotto in questo caso l’egemonia Juve con Conte e Allegri sempre premi.

Agli allenatori aventi diritto al voto non è passato inosservato il gioco spumeggiante che sta esprimendo il Napoli in queste ultime due stagioni dove lo scorso anno ha tenuto testa alla Juve fino a Marzo e dove quest’anno per cinquanta minuti ha messo alle corde un colosso come il Real Madrid. Sarri ha stupito molto quest’anno che facendo a meno prima di Higuain e poi di Milik ha inventato Mertens falso nueve permettendo al belga di segnare la bellezza di venti gol in campionato e venticinque stagionali facendo schizzare alle stelle il suo valore di mercato.

Il premio è stato ampiamente meritato perchè dato ad una persona che ha sempre avuto come suo credo, nel corso della sua carriera sia nei dilettanti che in Serie A, la cultura del lavoro. Il vero paradosso è che il Napoli fino ad’ora non ha ancora portato a casa un trofeo. Con la Juve in Coppa Italia può ancora rimediare, ma per fare qualcosa in più credo che Sarri si debba “sprovincializzare” chiedendo al presidente di completare finalmente questa rosa prendendo un paio di difensori e dei terzini di primissimo livello.

Il mio augurio è che premiando un tecnico più per il bel gioco a discapito del risultato a tutti i costi, sia di sprono a tutti i giovani allenatori ad incultare alle squadre che allenano la mentalità di essere padroni del campo e di rendere la Serie A un campionato più vivo, magari valorizzando qualche giovane come lo stesso Sarri ha fatto e sta facendo in questo momento a Napoli.

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