Napoli: Senza centravanti non si cantano messe

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Pesa come un grosso macigno l’assenza di un centravanti di ruolo per Napoli che incassa la seconda sconfitta di fila e in casa contro la Roma di Spalletti che ha fatto la cosa più importante che si possa fare quando una squadra crea gioco: cioè gol. I partenopei stanno pagando a caro prezzo la scelta estiva di puntare su Gabbiadini dove da una stagione si è capito che il ruolo di punta centrale non è nelle sue corde dato che con Benitez giocava come esterno nel 4-2-3-1 e nelle prime giornate dello scorso anno giocava prima punta nel 4-3-1-2 risultanto migliore in campo nella gara pareggiata a Empoli con due assist. Passando al modulo attuale per via dei tanti esterni azzurri l’unico penalizzato è proprio il bergamasco che ha collezionato più prestazione brutte che buone e lo stesso allenatore ieri ha detto che per le cose che chiede lui agli esterni lui questo ruolo non lo può fare. Allora le cose stanno così: o si trova un alternativa tattica per farlo rendere al meglio oppure in estate doveva essere ceduto di fronte a tante offerte ricevute prendendo al suo posto una punta di ruolo che ti permetteva di continuare a giocare col 4-3-3 senza equivoci tattici. La partita contro i giallorossi è stata la fotografia di questa scelta sbagliata: zero tiri in porta e nessuna partecipazione alla manovra, tutto questo porta al risultato che viene subito sostituito al posto di Mertens subendo anche i fischi dei tifosi azzurri frustrati da questa situazione dove trova il proprio sfogo la caccia al capro espiatorio. La partita di ieri parla anche di un Sarri troppo confuso che si ostina a mantenere sempre lo stesso schema di gioco a costo di mettere giocatori fuori ruolo (inspiegabile l’ingresso di El Kaddouri dove fino a ieri era ai margini della rosa al posto di Callejon invece di inserire Giaccherini) e sempre gli stessi giocatori. A deludere sono anche i titolarissimi dello scorso anno con Hysaj che in questo periodo concede tantissimi cross dal suo lato mandando continuamente in sofferenza la difesa azzurra, Jorginho che viene a mancare nella caratteristica fondamentale del gioco di Sarri ovvero la verticalizzazione e che va in crisi ogni volta che un allenatore gli piazza un mediano per bloccare le sue fonti del gioco, ieri perdeva ogni duello fisico con Naingollan quando in panchina hai gente come Rog e Diawara e lo stesso tecnico ha ammesso di non averli messi perchè hanno caratteristiche diverse dal brasiliano. Proprio per questo che dovevano essere inseriti e dare una svolta tattica alla partita per cercare di radddrizzare la situazione e invece nulla, si vede sempre la stessa minestra, soprattutto questo vizio di giocare sempre palla a terra in zone pericolose invece di spazzarla via con la conseguenza come è capitado a Koulibaly nell’occasione del primo gol di Dzeko che perde palla e si prende anche gol. Il Napoli ha perso il secondo posto e la classifica si è accorciata sempre di più, se non si prendono decisioni importanti subito lo scenario di questa stagione può diventare molto preoccupante con il rischio di buttare quanto buono si è fatto fin’ora e sarebbe un grosso peccato.

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