Nasce l’Italia, i motivi per sperare…

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Finalmente ci siamo. Dopo settimane di parole, speranze e più di qualche preoccupazione, è arrivato il giorno dell’Italia. La nazionale di Conte sfida il Belgio in un match che, a sentire gli addetti ai lavori e sfogliare le recenti parabole dei ventidue in campo, dovrebbe pendere a favore degli uomini di Wilmots. Ma sarà proprio così? La prudenza, questa volta, potrebbe portare in dote una sorpresa favorevole a chi, l’Italia, è data oggi per spacciata. Non sarà la nazionale più coinvolgente del mondo, ma si sa, in certi casi, è il percorso a far l’emozione. Quella di Zaza, Insigne, Pellè e persino dell’oriundo Eder, non sarà certo inferiore a quella di mostri sacri come Totti e Del Piero che, un tempo, trascinavano qualitativamente un gruppo nettamente più incensato (meritatamente, per carità) di questo. Noi lo ripetiamo ancora un’altra volta: sarà fondamentale l’emozione. Si parte in fondo da 0-0 e l’Italia può giocarsi con concretezza le sue chance. Avremmo voluto più qualità nelle formazioni che l’Italia esibirà, per almeno tre partite, in Francia. Ma saremo davanti alla tv a tifare in modo sfegatato e indistintamente le gesta di chi abbiamo condiviso nella preparazione all’appuntamento, allo stesso modo di quelle di chi, nelle scorse, abbiamo guardato con più sospetto. E’ la magia della nazionale, anche questa bruttina, che qualche virtù in realtà potrebbe anche palesarla. Piacciono le fondamenta solide costituite da Buffon e dal trio centrale composto da Barzagli, Bonucci e Chiellini. Piace la salita su un treno che pareva ormai perduto di Daniele De Rossi, guerriero vero. In attacco un ruolo all’insù, almeno rispetto alle previsioni, potrebbe sostenerlo Graziano Pellè, non proprio il centravanti più atteso dell’Europeo ma uno che ha sgomitato dal basso per ottenere spazio e su cui Conte punta moltissimo. Si sbloccasse fin da subito… chissà non possa vedere ascendere il proprio coefficiente di devastazione in zona gol.

Le sorprese, poi. Perché per undici titolari, ce ne sono esattamente altrettanti (escludiamo il terzo portiere) che un ruolo potrebbero prenderselo fin dalla ripresa di oggi. Lorenzo Insigne, ad esempio, viene da una stagione particolarmente foriera di numeri (in tutti i sensi) con la maglia del Napoli. Federico Bernardeschi è un giocatore tecnicamente preparato e da sgrezzare con fiducia. Zaza mangia l’erba ogni qual volta scende in campo. Tre nomi a sorpresa, fra gli altri, per sperare. Fra poco si parte… coraggio Italia!

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