Nazionale: Sveglia Italia, così non va

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Nazionale: Sveglia Italia, così non va. Troppi cambi fanno capire la netta differenza tra titolari e riserva ma la poca voglia e l’ impegno scarso mostrato è un brutto segnale sopratutto per una squadra che non eccelle in tecnica.

Nazionale. Possiamo dire tutto quello che vogliamo. Era una partita che, ai fini della qualificazione e della classifica non contava nulla, che avevamo una formazione fortemente rimaneggiata e che le motivazioni erano pari allo zero, ma quello che, personalmente, non mi è piaciuto ieri sera, è stato l’atteggiamento. Svogliato, impacciato, insulso per lunghi tratti e a volte spocchioso anche se nella formazione erano stati inseriti giocatori che, sulla carta, dovevano mangiarsi il pallone per la sola voglia di dimostrare che potevano concretamente mettere in difficoltà il CT nelle scelte future, nella suqadra titolare.

E invece così non è stato. Bernardeschi praticamente un fantasma (ed è stata la mia più grande delusione di ieri). Avulso dal gioco, incapace di coprire e di proporsi e di azzeccare un passaggio che fosse uno in croce. Ogbonna, impacciato, confuso e smarrito non ne faceva una giusta, poco aiutato dai compagni, questo è da dire, però da lui, visto anche l’esperienza internazionale, mi aspettavo qualcosa di più. Per non parlare di Sirigu, uscite a farfalle e interventi non esattamente da vice Buffon. Anche Bonucci non è esente da criteche, cosi come Barzagli (anche se in modo minore ma relativamente).

Sembravamo tutti privi di carica, mosci, non all’altezza di indossare questa maglia. Una vergogna senza precedenti.

Scusate se mi arrabbio così difronte a questo scempio, ma se lo faccio è perchè amo alla follia questa squadra, questa maglia e questa nazionale e mi fa male vedere undici giocatori che vagano per il campo come Zombi anemici in cerca del nulla. Sono anche convinto che con la Spagna non sarà così e che ritornerà la nazionale tutta grinta e cuore come quella vista nelle prime due partite.

Si perchè quello e lo spirito giusto ed è quello che ci vuole per poter superare qualsiasi difficoltà, sia tecnica che fisica. Superare quel Gap tecnico che, non lo nascondo, abbiamo nei confronti delle Big di questo Europeo. Francia, Spagna, Germania la stessa Croazia, sono fucine di talenti che noi purtroppo non abbiamo in maniera così numerosa e quando non hai questo tipo di qualità, devi lavorare su altro, sulla corsa, sulla grinta, sul cuore e in questo non ci batte nessuno.

Tornando alla partita di ieri.Thiago Motta doveva essere quello che dava geometrie e dettava i tempi e invece non ha fatto nulla di tutto ciò. Lento, non faceva mai il passaggio giusto, non proponeva e anzi passava la palla sempre al giocatore dietro di lui invece che a quello avanti, rallentando moltissimo la manovra e permettendo all’avversario di leggere l’azione in maniera molto prevedibile. Florenzi, l’unico che almeno ha provato a fare qualcosa nel piattume generale ma da solo purtroppo per lui e per noi, non poteva fare molto (diciamo che si capisce perchè lui è un titolare).

Passiamo a Sturaro. Sinceramente molto deluso da lui perchè mi aspettavo un atteggiamento più aggressivo da parte sua e sinceramente pensavo potesse incidere come quando gioca nella Juventus e invece nulla, vuoto, poco efficace ed estranio a tutte le fasi del gioco.

Passiamo al capitolo attaccanti cominciando da Immobile. Praticamente inesistente, non pervenuto e al limite dell’irritabilità. avrà, si e no, toccato 2-3 palloni in novantacinque minuti di gioco. Sostituito per disperazione da Conte che al suo posto ha fatto entrare Insigne.

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Ed ecco che la luce si è accesa. Entrato ha subito sparigliato le carte mettendo scompiglio in una difesa fragile come quella irlandese. Perchè, parliamoci chiaro, quella irlandese non era e non è una squadra fortissima. Il talento napoletano è l’unico giocatore tecnico che abbiamo, l’unico capace di saltare l’uomo e creare superiorità numerica, ma sui misteri della meritocrazia calcistica ne parleremo un’altrra volta.

Per finire parliamo di Simone Zaza. Lui rappresenta la reincarnazione di Conte. Sacrificio, lotta, corsa e botte con qualche spruzzata di colpi di genio, tipo la girata di poco alta che ha rappresentato l’unico tiro in porta nei primi quaranta minuti di gioco. Forse lui si, insieme ad Insigne, meriterebbe una chance tra i titolari.

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Ora, ripeto, la mia rabbia è figlia di un’amore spasmodico per questa nazionale e questa squadra. Non mi importa chi ne fa parte. Quando indossi la maglia Azzurra rappresenti una Nazione intera che tifa per te comunque e dovunque.

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Non ci sono squadre, fedi, religioni o colori che tengano. Quando giochi in Nazionale sei nel mio cuore e nel cuore di tutti noi che ci emozioniamo, piangiamo, gioiamo, ridiamo e cantiamo per sostenerti sempre. UN SOLO GRIDO DOVRA’ ALZARSI IN CORO LUNEDI’ POMERIGGIO…..ITALIAAAA!!!!!

 

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