Niente Brexit al Tour

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Giunti alla prima delle due giornate di riposo, dopo 9 tappe disputate ed i Pirenei lasciati alle spalle, possiamo tranquillamente affermare che al Tour de France non ha scontato gli effetti della Brexit. Anzi, sono stati proprio i britannici i grandi dominatori di questa prima fase: 5 successi di tappa su 9 (tre con Mark Cavendish, uno ciascuno per Stephen Cummings e Chris Froome) e la maglia gialla saldamente sulle spalle del capitano britannico di una formazione britannica, quel Team Sky di gran lunga la squadra più forte vista finora. Però il Tour è ancora lungo e può succedere di tutto, la classifica è ancora piuttosto corta ed oltre al Mont Ventoux ed alle Alpi, ci sono ancora due insidiose prove a cronometro da affrontare, ragion per cui nulla è deciso ed i sudditi di sua Maestà potrebbero anche tornare al di là della Manica senza il trofeo più prestigioso; ciononostante questa prima settimana abbondante ha chiaramente detto che per ora Cavendish è il velocista più forte, Froome lo scalatore più performante e la Sky la squadra più completa. Alla faccia della Brexit !

10^ Tappa: Escaldes / Engordany – Revel [km 197]

Non inganni la presenza in avvio della cima più alta del Tour 2016, il souvenir Henry Desgrange, posto quest’anno in territorio andorrano sul Port d’Envalira (1^ cat. 22.6 km al 5,5%): la frazione che da Escaldes riporta il gruppo in Francia è adatta agli uomini veloci. Gran parte della tappa è infatti in discesa e più della salita in avvio che potrebbe lanciare una fuga da lontano, gli sprinter potrebbero temere la Côte de Saint-Ferréol (3^ cat. 1.8 km al 6.6%), uno strappo posto a soli 7 chilometri dal traguardo di Revel che potrebbe scombinare i loro piani in caso di attacchi.

Tappa10

Sono certo che partirà subito una fuga sulla salita iniziale, soprattutto per coloro cui interessano i punti del gpm (Rafal Majka, Thiebaut Pinot, Thomas de Gendt), ma restare in fuga per quasi 200 chilometri non sarà facile se dietro un paio di squadre si coalizzeranno per tenere chiusa la corsa. Penso soprattutto alla Tinkoff che, orfana di Alberto Contador, deve provare a vincere la tappa con Peter Sagan, il quale trova percorso particolarmente adatto alle sue caratteristiche; un possibile schema potrebbe prevedere il tenere a distanza di sicurezza la fuga, rientrare prima dello strappo nel finale sul quale rendere dura la corsa per far fuori i velocisti puri (Mark Cavendish, André Greipel, Marcel Kittel) e giocarsi la vittoria in uno sprint a ranghi ristretti. Collaborazione potrebbe arrivare dalla Direct Energie di un Bryan Coquard visto in palla ed adatto anche lui al tracciato e dalla Orica Bike Exchange che ha una doppia opzione con Michael Matthews e Simon Gerrans. Se questo non fosse lo schema, via libera alla fuga da lontano che in breve potrebbe guadagnare diversi minuti e rendersi intangibile perché penso che Etixx Quick Step, Dimension Data e Lotto Saudal non abbiano sufficienti garanzie di vittoria per impegnarsi tutto il giorno e non sarà di certo il Team Sky a dannarsi l’anima per tenere alta l’andatura.

Per il vincente vado con una certa convinzione su Peter Sagan a 5,50, mentre i testa a testa che mi ispirano fiducia sono Sagan b Coquard a 1,53,  Boasson Hagen b Stuyven a 1,57 e Kristoff b Greipel a 1,66, in singola, doppia o tripla secondo i gusti.


Ordine d’arrivo, classifiche ed informazioni sul sito ufficiale www.letour.fr

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