Occhio d’aquila – Se brilla lo stellone biancoceleste, chi vincer ci può?

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E’ lì, nascosto nel firmamento. Non si può vedere né con telescopi né con i satelliti. Lo stellone biancoceleste però c’è e non ci abbandona mai. Magari non appare per anni interi, poi all’improvviso si manifesta e indica la via nei momenti più difficili. Una sorta di visione mistica, una stella cometa capace di infilare in gol palloni impossibili o risolvere situazioni critiche. E’ successo di vederlo brillare anche per stagioni intere, come quando salvò la Lazio dalla penalizzazione di 9 punti, in Serie B. Potrebbe essere questa un’altra annata buona per poterlo ammirare?

Inzaghino – Lui ci spera, potrebbe essere uno degli aiuti che ha ricevuto da quando ha preso in mano la squadra. Uno dei pochi. Ad agosto erano rimasti solo Lulic e Radu ad allenarsi ad Auronzo, insieme a loro montanari e gente del posto. Un deserto brullo, un futuro oscuro. Bielsa aveva salutato Roma senza mai prendere le redini della squadra. Ma niente paura per mister Inzaghi: lavoro, fiducia e coraggio di osare. I giovani lo stanno ripagando, i risultati anche. E’ il miglior allenatore dell’era Lotito per punti conquistati sino a qui. Un record che fa ben sperare per il futuro. La stella biancazzurra sta illuminando la via di un allenatore giovane e Laziale.

Palermo – Esperienza, calma e cinismo. Nonostante la giovane età sono state queste le armi messe in campo dalla Lazio, ciò è bastato per regolare i conti con un Palermo dismesso. Ci ha pensato Milinkovic, alfiere di centrocampo. Basta e Felipe Anderson hanno confezionato un assist impossibile da sbagliare. Immobile prende una traversa e corre dietro a qualsiasi cosa, anche all’ombra che inizia a dividere il Barbera, sintomo di un corto pomeriggio di sole. In Sicilia si torna con un solo cannolo, merenda leggera prima del Derby, ci teniamo lo stomaco affamato per domenica.

Roma – Se brilla lo stellone, chi vincer ci può? Lo sa bene Lulic, lo sa bene Giorgio Chinaglia che ora ci guarda dall’alto. Lo sa bene Giordano e il suo gol all’esordio, lo sa Marchegiani e il rigore parato a Giannini. Lo sa Paoletto Di Canio e lo sa la Curva Sud. Lo sa Beppe Signori in mezzo ai fumogeni, lo sa Ledesma e il suo tiro da 30 metri. Lo sa Guerino Gottardi e Silvio Piola con la testa fasciata. Le partite tra Lazio e Roma le vincono loro, i Derby li vinciamo noi. Da sempre e per sempre.

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