Occhio d’Aquila – I Samurai contro il Ninja, eterna lotta di mentalità

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Il Ninja era un mercenario, al soldo del suo padrone, nel Giappone feudale. Spia, sabotatore, era ritenuto disonorevole e inferiore rispetto alla casta dei Samurai. Questi ultimi, seguivano l’antica tradizione del Bushido: la via del Guerriero. Una serie di precetti morali e militari che miravano a elevare l’uomo al di sopra di se stesso. Una continua lotta per il miglioramento personale, seguita con onestà e sacrificio.

La contrapposizione tra queste due figure, Ninja e Samurai, calza a pennello per chi ha deciso di “fregiarsi” di un nome che rimanda a precetti da subdolo scavezzacollo. La solita scelta di cattivo gusto che, da sempre, ha contraddistinto una parte della città di Roma. Quella veloce, facile, boriosa. Con la consapevolezza di essere supportati dal numero e non dalla forza.

C’è chi invece preferisce scegliere la strada più impervia, meno immediata ma più bella. E’ quella dell’onore, della giustizia e della perseveranza. Del lavoro e del sacrificio. Si potrebbe riassumere così ciò che ha messo su Inzaghi in questi mesi di Lazio. I risultati gli stanno dando ragione e il suo popolo deve gioirne.

“Vinciamo andata e ritorno” – ha dichiarato il Ninja Nainggolan, riferendosi ai due derby di Coppa Italia. Uno è andato, i Samurai hanno vinto con il silenzio. Al ritorno sarà un’altra battaglia.

In campionato continua a volare la Lazio. Agguantato il quarto posto e battuto il Bologna, domenica prossima toccherà al Torino. Immobile e Milinkovic sono gli uomini copertina di questo periodo, con l’attaccante napoletano che ha superato Klose come marcature dell’era Lotito in una sola stagione.

 

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