Occhio d’aquila – Inzaghi, adesso facci vedere di che pasta sei fatto

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Inzaghi, Simone non Filippo è stato un grande attaccante della Lazio. Un rapace che cercava sempre di segnare e fare il meglio. Ora ha un compito ben più difficile: far ingranare la sua creatura e mostrare di che pasta è fatto

Da attaccante è sempre stato un rapace d’area, pronto a cogliere ogni occasione per spedire la palla in rete. Da allenatore si appresta ad affrontare il periodo più difficile da quando è arrivato: Simone Inzaghi stringe i denti e sa che questo è il suo momento. Tantissimi i nodi da sciogliere dopo la vittoria con l’Empoli, dalla carenza di gioco agli infortuni, da Felipe Anderson a Keita. Un compito non facile per il mister alla prima esperienza in Serie A.

La partita – Contro l’ Empoli, nonostante la vittoria, abbiamo visto forse la peggior partita della gestione Inzaghi. Squadra sulle gambe e senza idee, succube delle azioni offensive della squadra toscana. I tifosi ringraziano la scarsa vena realizzativa della squadra di Martusciello, incapace di concretizzare il dominio territoriale. Un Keita sempre ispirato e Lulic allo scadere sono bastati per domarli, con uno Strakosha impegnato il minimo sindacale. L’infortunio di Biglia dopo soli 8 minuti di gioco ha complicato ulteriormente ogni piano tattico.

Infortuni – Non solo Bastos: l’angolano starà fermo circa una quarantina di giorni. Sorte peggiore sembra toccare a Biglia, che dovrà saltare una decina di partite. L’allenatore biancoceleste dovrà cercare un sostituto per il regista argentino, con Cataldi e Murgia che scalpitano. Quest’ultimo si gode la sua prima stagione con la squadra dei “grandi”, ma è riuscito a mettere insieme solo alcuni minuti da titolare contro il Pescara.

Udine – Mancano 24 ore alla trasferta friulana, contro i bianconeri di Udine che alternano buone vittorie a sconfitte indecifrabili. Orfani per il primo anno di Di Natale, si affidano alle prodezze di Zapata e De Paul per ottenere la solita salvezza tranquilla. Il loro punto debole è senza dubbio il reparto difensivo, dove nonostante buoni giocatori, non mancano mai rischi e gol subiti.

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