Operazione ”Mai una gioia”, ma che c’entra la tifoseria della Dea?

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Una bufera. Questo è ciò che si è scatenato pochi giorni fa, inspiegabilmente, contro la tifoseria atalantina.

La mattina del 7 marzo si è tenuta la conferenza stampa sull’operazione anti-droga denominata ”Mai una gioia” (titolo preso da uno striscione esposto in Curva Nord in una partita dell’Atalanta della stagione 2015-2016). Tale operazione, condotta dalla Squadra mobile di Bergamo con il supporto della Polizia di Stato, ha portato all’arresto di 20 persone, accusate di spaccio, uso e abuso di stupefacenti, ma anche (solo alcuni di essi) di rapina e estorsione.

Il problema nasce nel momento in cui le forze dell’ordine diffongono un comunicato stampa che presenta questo sottotitolo: «Operazione della Polizia di Stato contro gli spacciatori del tifo violento dell’Atalanta». Che cosa c’entra la Dea? Ora spiego. Tutto è iniziato con delle prove (video) registrate in una decina di locali frequentati soprattutto da giovani bergamaschi. In questi video si vede gente che si imbosca nei bagni, spaccia e abusa di stupefacenti. Dalle successive indagini risulta che la maggior parte di queste persone frequentava in maniera assidua la Curva Nord, e in alcune partite della scorsa stagione (in particolare Atalanta-Napoli, Atalanta-Genoa, Atalanta-Inter) questi soggetti facevano uso di cocaina prima dei match per ”caricarsi” e come per esempio in Atalanta-Inter addirittura per venire allo scontro con la tifoseria avversaria.

Ma perchè si deve parlare di ”spacciatori del tifo violento dell’Atalanta”?? Perchè si deve dare come titolo a questa operazione anti-droga la scritta su uno striscione esposto in Curva?? Cosa c’entra la Curva Pisani con tutto ciò? Si sta parlando di una dozzina di soggetti, quando la Curva è composta da migliaia di persone. Ciò è semplicemente assurdo, è totalmente assurdo spostare il focus della questione sulla squadra per cui tifano degli spacciatori e/o consumatori di droga, piuttosto che focalizzarsi sul fenomeno in sè: lo spaccio e l’uso di droga.

Generalizzare è sempre sbagliato, soprattutto in questi casi. Non è giusto che un gruppetto di ragazzi (stupidi e indifendibili) possa infangare il nome dell’Atalanta e di tutti i tifosi atalantini che vanno ad omaggiare allo stadio i propri beniamini! Si può certamente parlare di ”spacciatori che fanno uso di stupefacenti in particolari occasioni, come prima delle gare dell’Atalanta”, ma parlare di ”spacciatori violenti dell’Atalanta” come per puntare il dito contro gli atalantini proprio non esiste! E non è neppure la prima volta che succede che si punti INGIUSTAMENTE il dito contro la tifoseria della Dea, una delle più calde tifoserie in Italia e una delle poche che sostiene sempre la propria squadra sia nei momenti più facili che in quelli più difficili, indipendentemente da risultati o serie in cui si gioca… ma ormai ci stiamo abituati!

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