Opinionista Inter: tutto per tutto

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Inter vittoriosa in rimonta a Pescara. Primi tre punti per i nerazzurri, tra passi avanti e lacune ancora evidenti. Mossa da Playstation per De Boer

E’ il minuto 73 di Pescara – Inter: i padroni di casa sono in vantaggio ed i nerazzurri si apprestano alla prima sostituzione. La prima ed anche l’ultima, visto che De Boer opta per un triplo cambio: dentro Eder, Jovetic e Palacio, tutti in un colpo. A fargli spazio saranno Perisic, Candreva e Medel.
L’inquadratura si sposta sul viso di Murillo, intento a comunicare qualcosa ai compagni:

– “Joao!  Ma è pazzo? Chi difende ora? ”
– “… ”
– “Joao??”

Ma da Joao (Miranda) non giungono risposte. Il brasiliano è in trance, sul punto di svenire, pensando agli straordinari che gli toccheranno nel quarto d’ora successivo, lui che ha già dovuto mettere una pezza in più di un’occasione durante la serata.

E le previsioni, per quanto scontate, si rivelano subito azzeccate, anche se l’uomo chiamato a fare gli straordinari è Samir Handanovic. Le parate dello sloveno tengono a galla l’Inter, mentre la mossa della disperazione si rivela tutto sommato giusta. Due gol di Icardi ribaltano il risultato ed i nerazzurri portano a casa la prima vittoria stagionale. Certo, va detto che i nuovi entrati non hanno inciso più di tanto sul match, a parte Palacio che si è divorato una rete a tu per tu con Bizzarri, ma sicuramente la trazione totalmente anteriore è servita a far abbassare il Pescara nella propria trequarti.

Genio o fortunato?

De Boer mi ha ricordato me stesso quando gioco alla Playstation, quando un po’ per mancanza di tempo, un po’ per necessità di recuperare, stravolgo la formazione buttando tutti gli attaccanti nella mischia. In fondo se hai la pasta sul fuoco e stai perdendo non hai molte alternative.

Già più difficile vedere la tripla sostituzione sui campi di Serie A, anche perché raramente ai tecnici capita di avere la pasta in procinto di scuocersi negli spogliatoi. La mossa è stata coraggiosa e in un certo senso ha pagato, ma soprattutto lascia trasparire una diversa cultura calcistica da parte dell’allenatore olandese.

Non poteva che essere così per chi è cresciuto nella patria del calcio totale, disposto al tutto per tutto pur di portare a casa il risultato, con buona pace degli equilibri (e di Miranda-Murillo-Handanovic). Una scelta in antitesi con la filosofia italiana (la difesa prima di tutto), ma anche con la gestione dello stesso tecnico ex Ajax nelle prime due uscite, quando era stato accusato di osare poco per cambiare la squadra in difficoltà.

Un contrasto, quello tra De Boer ed il calcio italiano, che andrà comunque risolto il prima possibile, perché se le innovazioni possono portare risultati, le incomprensioni portano disastri. Si sapeva che ci sarebbe voluto tempo per adattarsi e comprendere un sistema nuovo, ma l’unica via per il successo è che l’allenatore si adatti al materiale a sua disposizione ed ai meccanismi del nostro calcio. Se proverà a fare il contrario, fallirà come altri predecessori illustri.

Predecessori sono stati anche Mourinho e Mancini, entrambi fautori del “tutti gli attaccanti in campo per recuperare” nelle loro esperienze interiste. Nessuno dei due si era però spinto così oltre, inserendoli tutti e tre simultaneamente, quanto più che altro arrivarci gradualmente, un cambio alla volta nei minuti finali.

Il dibattito se sia stata una scelta geniale o fortunosa proseguirà, ma ci insegnano che la legge del campo da sempre ragione ai vincitori.

Icardi bomber

L’altro protagonista della serata interista è sicuramente Icardi. Il capitano mette a tacere le polemiche almeno per qualche giorno con una doppietta decisiva. Tre gol su quattro tiri in questo inizio di stagione sono una media invidiabile, seppur le cose non siano sempre rose e fiori per il giovane attaccante. Anche nel suo caso il dibattito sul suo apporto alla squadra continuerà, in questo caso probabilmente all’infinito, ma l’unico modo che l’argentino ha per mettere tutti d’accordo è segnare. Non ci resta che sperare che continui a farlo con questa frequenza (ed importanza) per essere tranquilli.

Banega leader

La nota più lieta della serata di Pescara è stata però la personalità mostrata da Banega. L’ex Siviglia ha fatto esattamente quello per cui è stato preso in estate, vale a dire caricarsi la squadra sulle spalle e farla girare con le sue intuizioni e traiettorie.

Una leadership in campo dimostrata dall’assist e mezzo con cui l’argentino ha servito al connazionale Icardi i palloni della rimonta. Meglio nel secondo tempo, quando sono saltati gli schemi ed è stato più libero di muoversi a suo piacimento; un po’ imbrigliato nella prima frazione, ma le azioni pericolose sono passate tutte dai suoi piedi. Quando gira lui, gira tutta la squadra.

Effetto Joao Mario

Nell’annosa ricerca dell’equilibrio in casa Inter l’apporto di Joao Mario è parso indispensabile prima ancora che questi mettesse piede in sede. Al suo esordio il portoghese ha dimostrato di essere una pedina tatticamente preziosa, uno di quei giocatori quasi invisibili, ma sempre presenti. Tanta corsa e lavoro sporco, ma soprattutto posizionamenti giusti, da cui è derivata una maggior fluidità nel gioco offensivo, come dimostrano le varie occasioni avute dagli uomini di De Boer.

C’è ancora molto da lavorare in fase difensiva però, dove pare sempre mancare l’apporto del centrocampo, con i difensori lasciati troppe volte soli al proprio destino. Miranda ed Handanovic non possono metterci sempre una pezza, e l’olandese dovrà trovare le contromisure per evitare di essere sempre sorpresi in ripartenza.

Ma se consideriamo che per Joao Mario si trattava della prima apparizione dopo due soli allenamenti con i compagni, si può ben sperare per il prossimo futuro.

Sant’ Handanovic

Una menzione speciale va al portierone sloveno, autore di una serie di miracoli che hanno tenuto in gara l’Inter fino all’ultimo, permettendo poi la rimonta finale. Handanovic ha già abituato negli ultimi anni a prestazioni del genere, in grado di portare diversi punti a fine stagione. Anche per lui possiamo parlare di riscatto dopo alcune critiche (ingenerose) e dopo l’ennesima sessione di mercato dato come sicuro partente. Teniamocelo stretto.

Nonostante i tre punti e qualche passo avanti nel gioco e nella costruzione di occasioni da gol, c’è ancora tanto su cui lavorare, sia come compattezza di squadra che come tenuta difensiva, dove si sono concesse troppe occasioni limpide agli avversari.

Merito certamente anche di un Pescara in ottima forma e del bel gioco impresso da Oddo, che si sta dimostrando un allenatore in gamba e con buone idee. Ai biancazzurri vanno fatti i complimenti per la gara disputata, in cui probabilmente avrebbero meritato di più rispetto a quanto raccolto. Nonostante il calendario non semplicissimo come inizio gli uomini di Oddo sono riusciti a mettere in difficoltà sia Napoli che Inter, e se continueranno così potranno sicuramente salvarsi.

Un ottimo mix di giovani di talento e di giocatori di esperienza, che la società non ha snaturato dopo la promozione. E se Bizzarri è stato insuperabile per 80 minuti, su tutti hanno brillato le stelline di Verre e Caprari, entrambi osservati speciali del match. Il primo sul taccuino dei dirigenti interisti da tempo, il secondo già promesso sposo nerazzurro, rimasto un altro anno a Pescara per crescere e mettersi in luce.

Un motivo in più per guardare al futuro con ottimismo, Juventus permettendo domenica prossima.

Fonte immagine: Repubblica.it

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