Palermo: Arriva la Lazio… e sono 7

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Alla sagra della noia il Palermo si aggiudica un altro record, uno che avrebbe volentieri lasciato ad altri, ossia quello di prima squadra nella storia della Serie A a perdere 7 match di fila.

Al Barbera i rosanero ricevono quest’oggi la Lazio, cliente non facile, ma che non sembra versare in uno stato di forma particolare o tale da impensierire. I laziali, oltretutto, non possono nemmeno contare sul sostegno dei tifosi, poiché la trasferta è stata loro vietata a causa dei disordini verificatisi in città lo scorso anno. I tifosi della squadra di casa, da parte loro, sono pochi ma si fanno sentire alternando cori di sostegno alla squadra a cori di protesta nei confronti di Zamparini.

Nonostante tutto, passano pochi minuti e Immobile centra una traversa. Sulla ribattuta è subito protagonista Posavec. Una manciata di minuti dopo, però, la specialità della casa, la dormita collettiva, consente alla Lazio di passare in vantaggio con Milinkovic.

E da qui il match praticamente si conclude. La Lazio addormenta la partita e il Palermo, di gran lunga meno incisivo e propositivo rispetto alle partite scorse, si lascia imbambolare senza creare occasioni pericolose.

L’unica vera palla buona arriva sui piedi del solito Nestorovski, che purtroppo quest’oggi non riesce a compiere la magia. Chissà, forse pure lui sarà stufo di segnare gol inutili.

In campo regna il nervosismo. Diamanti, dopo aver rimediato un giallo, viene subito sostituito all’inizio del secondo tempo. Con l’ingresso di Quaison il Palermo ha una fiammata d’orgoglio che dura la bellezza di tre minuti.

A circa metà del secondo tempo una bella azione personale dello svedesino viene fermata in area con personalità da un intervento rischiosissimo di Konko e i tifosi subito invocano il rigore. In realtà l’intervento è sul pallone, l’arbitro vede bene, e la speranza di avere l’occasione per pareggiare i conti sfuma.

Per novanta minuti restiamo in bilico tra il sonno e la speranza di vedere finalmente la reazione del Palermo, che non arriva mai. Ciliegina sulla partita è il rosso rifilato a Gonzalez, che abbraccia Lombardi lanciato verso Posavec. Ultimo uomo in una chiara occasione da gol e l’arbitro non ha dubbi.

Rimasti in 10, i rosanero riprendono stancamente a giocare. Posavec incita i suoi e cerca di velocizzare il gioco, ma anche quando lui vuole rilanciare rapidamente, spesso e volentieri non vede i compagni scattare in posizione. Il Palermo attacca giusto nel recupero, impattando contro un muro di nome Milinkovic. Oggi il laziale era ovunque. In attacco, in difesa, le ha prese tutte lui.

Con l’aggiunta del nome di Gonzalez all’elenco dei “cattivi” saranno tre gli assenti a Firenze.

Ormai speriamo che assente a Firenze sarà anche De Zerbi. Ci sembra completamente in alto mare e senza una bussola. I tifosi sono esasperati e la partita si chiude sotto una pioggia di fischi, con i giocatori che si vanno mestamente a scusare sotto la curva. Si allontanano a testa bassa, zoppicanti con le scarpe in mano. Un’immagine perfetta di ciò che è oggi il Palermo.

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