Palermo: sotto il diluvio la barca affonda

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Diluvia su Palermo e diluvia sul Palermo. Diluviano gol, diluviano fischi e diluviano dubbi e accuse. Accuse in primis nei confronti del Presidente, contestatissimo fin da quest’estate, reo di aver ceduto gli ultimi pezzi discreti (ormai nemmeno più pregiati) della squadra senza averli sostituiti in alcun modo e di aver allontanato l’allenatore che giustamente gliel’ha fatto notare. Accuse nei confronti di De Zerbi, accusato di essere troppo presuntuoso nella sua preparazione delle partite. Ancor più, nei cambi, con scelte a volte realmente incomprensibili. Accuse infine nei confronti della squadra, troppo giovane, inesperta e in gran parte di scarso talento per poter navigare nei mari turbolenti della Serie A. Questi ultimi in realtà, per evidenti limiti tecnici e per la buona volontà a tratti profusa, sono i meno bersagliati dai tifosi. Mentre dalla tribuna piovevano fischi, infatti, al termine della partita la curva li ha anche timidamente applauditi.

Applauditi, così come li ha sostenuti per tutta la partita. Una partita che aveva molto il sapore del match-salvezza contro una delle potenziali concorrenti nella corsa finale. L’Udinese è scesa in campo senza timori e ha assorbito bene il colpo del gol subito nei primissimi minuti (che ha di fatto lasciato il Palermo solitario nel record di unica squadra a non aver subito gol nel primo quarto d’ora – dopo invece…). Si è subito data da fare pareggiando i conti e assaltando Posavec, che si è superato per riuscire a difendere il pareggio. Questo fino all’intervallo. Dal rientro in campo in poi…la Caporetto. L’Udinese, uscita dal campo convinta di essere in qualche modo creditrice e di poter tranquillamente vincere, proprio questo ha fatto. E il Palermo si è ritrovato sotto un fuoco di fila che solo grazie al palo non si è trasformato nel terzo poker consecutivo.

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In tutto questo a poco vale recriminare contro il mancato rosso a Wiedmer nella stessa azione che ha pure portato al terzo gol dell’Udinese e a quello rapidamente estratto ai danni del giovane e ingenuo Sallai.

Ciò che grida forte e chiaro il gravissimo momento di disagio del Palermo (per usare un eufemismo) è questo: l’Udinese si aggiudica la prima partita fuori casa, mentre il Palermo rimane a quota 0 punti conquistati tra le mura che dovrebbero essere amiche. 5 sconfitte casalinghe di fila sono un record di cui non essere fieri.

Se la terra continua a tremare in centro Italia, e noi ci stringiamo a tutte le popolazioni colpite dal nuovo sisma, augurandoci che vengano organizzate nuove manifestazioni di solidarietà tangibile, di sicuro a tremare è anche la panchina di De Zerbi.

Il prossimo match sarà probabilmente decisivo, contro un Cagliari che sembra attualmente una spanna sopra ai rosanero, essendo riuscito a tenere in scacco compagini ben più agguerrite di quella siciliana.

Alcuni dubitavano perfino che il mister arrivasse a vederlo, quel match. Zamparini, di solito di esonero facile, sembra stavolta essere ben ancorato a De Zerbi. Staremo a vedere.

Forza vecchio cuore rosanero, solo tu ci puoi salvare.

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