Parma – Bentornati tra i grandi

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Il Parma torna in serie A dopo soli tre anni dal fallimento. Lo fa con la voglia di stupire, ma nel secondo tempo resta senza energie e l’Udinese ne approfitta. Pareggio giusto.

La fine di un incubo, l’inizio di un nuovo sogno.

Il Parma riscopre la serie A, riassapora l’atmosfera scintillante del calcio che conta. Tre anni sono passati, centinaia di emozioni, gioie e dolori, momenti che solo noi che li abbiamo vissuti possiamo capire.

Stretti e abbracciati ad una squadra, verso un solo obbiettivo: la rinascita.

Ieri sera nel Tardini tirato a lucido è tornato il grande pubblico, sono tornati anche i tifosi glamour, quelli che hanno visto nelle ultime 3 partite del Parma altrettanti 2 a 2 (Parma-Verona, Samp-Parma e Parma-Udinese, ndr), quelli che hanno collegato la linea spazio-temporale dall’ultima apparizione crociata nella massima serie, cancellando, ignorando e snobbando il calcio di provincia. Forse loro non lo sanno, ma si sono persi dal mio punto di vista tre anni irripetibili. Anni in cui ogni tifoso si è sentito parte della squadra che scendeva in campo. I campi di patate, i derby con la Regia, gli isterismi di Zamparini, la confidenza con giocatori e dirigenti e tantissimi altri aneddoti resteranno incisi nei cuori dei tifosi crociati.

Ieri sera prima del fischio di inizio ero teso come se fosse la finale di un Mondiale. Il nostro piccolo grande Parma è in A, speriamo di essere all’altezza. Non perdere ed evitare figuracce sarebbe il modo migliore per ripresentarsi al grande pubblico. Il mercato caotico dell’ultima settimana ha portato giocatori importanti, ma la squadra avrà bisogno di un po’ di tempo per amalgamarsi. Tantissime le defezioni, tantissimi i giocatori non ancora in condizione ottimale. Lo stesso D’Aversa è all’esordio.

Insomma tachicardia a mille!

Ma è il Parma stesso a rassicurarmi. Nel primo tempo doma un’Udinese un po’ confusionaria, eccellente la prova di Inglese; non solo per il gol che già mi ha fatto innamorare di lui, ma per il modo in cui “fa la punta”. Protegge palla, fa salire la squadra, è sempre in posizione ottimale per ricevere palla. Davvero un tipo di attaccante che non vedevo da tempo nel Ducato. Ammetto che non lo conoscevo molto prima di ieri, oltre ai 12 gol segnati nel Chievo nello scorso campionato non sapevo molto di lui. Ringraziamo di cuore a Carletto, che ha deciso che nel suo Napoli non sarebbe servito.

Il secondo tempo inizia col raddoppio, ma poi un rigore concesso ai friulani riapre inesorabilmente la partita e, come nel peggiore sogno infranto, pareggio bianconero dopo soli cinque minuti.

Torna la tachicardia!

Gli ultimi minuti sono un incubo. L’Udinese ci prova in tutti i modi, ma finisce 2 a 2. Partita che per 60 minuti si poteva vincere, ma alla fine si poteva anche perdere. Pareggio giusto che fa morale ad entrambe le squadre.

I due gol subiti abbinati al calo fisico e all’inevitabile sostituzione di Inglese potevano portare i tre punti in Friuli, ma la squadra ha retto il colpo.

Personalmente sono più che soddisfatto di questa squadra. Ha mostrato di essere sul pezzo, sia con i giocatori che con il Mister. C’è ovviamente ancora tantissimo da fare, ma solo il tempo e il lavoro di squadra potranno completare i tasselli mancanti.

LA CLASSIFICA PROVVISORIA:

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