Parma – Calaiò regala la vittoria ai crociati, ma c’è da lavorare

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Parma Calcio 1913
Amici crociati adoratori di Calaiò, benvenuti nella consueta analisi settimanale di Destrosecco, è con grande piacere che vi annuncio che questa settimana sarà Luca Gabbi a fare il punto sulla situazione dei crociati.
di Luca Gabbi

Il Parma rispetta le attese e, nella prima vera prova di maturità della stagione, risponde presente. “Ma come, già si parla di sfida decisiva?”, si potrebbe chiedere un lettore non particolarmente legato ai colori gialloblu? Ebbene sì, perché dopo i passi falsi con Pro Piacenza (cocente sconfitta al 92′ costata la Coppa Italia) e Modena, dove non si era andati oltre uno 0-0 senza gioco e lo spettacolo principale era stata la magnifica sfida sugli spalti, vincere era semplicemente indispensabile. Iniziare bene da subito è fondamentale se si ha l’ambizione di fare bene, e lo scorso anno ne è la prova: senza quelle due fortuite vittorie affatto entusiasmanti contro Arzignano e Villafranca, infatti, sarebbe partita la cavalcata trionfale che è stata, dove l’atmosfera ineguagliabile ha contato almeno tanto quanto il campo?

Tornando a sabato, la notizia della giornata non può che essere il prepotente ritorno sulla scena, se non come favorita (perché in un girone del genere è difficile parlare di una sola favorita), almeno come pretendente al primato. Ora, infatti, i crociati sono al secondo posto con 4 punti, al pari del Venezia, che ha deluso contro il modesto Mantova non andando oltre lo 0-0, del Gubbio, del Pordenone e del Bassano (1-1 nello scontro diretto tra outsider con il Teramo). Vediamo perché la vittoria di Lucarelli e compagni è stata così importante, oltre il risultato, analizzando i passi avanti della squadra.

LA DIFESA

E’ il vero punto forte della squadra, che dire, in tre fanno un curriculum da Serie B di vertice e si vede: i rischi corsi sono al minimo, e la sensazione di sicurezza è fortissima. Lucarelli, come ha detto Campedelli la settimana scorsa, da centrale di sinistra può giocare molto sull’anticipo, dote innata che possiede da sempre e lo rende insuperabile; inoltre è uno dei giocatori che più trae giovamento dal 3-5-2, perché, essendo più coperto, può impostare anche l’azione. Coly e Canini, nonostante un errore individuale a testa, sono due muri: il primo è un difensore roccioso, con grande senso della posizione e capacità di usare il fisico, mentre il secondo, più tecnico, ha anche colpito una traversa. Questo reparto sarà fondamentale per un bel campionato, l’inizio fa ben sperare.

LA CAPACITA’ DI CAMBIARE IN CORSA

Sembrava il limite di questo Parma, poco pratico di 3-5-2 eppure così restio a cambiare. Apolloni, criticato in settimana per la scarsa incisività della squadra, è stato capace di passare ad un 4-3-3 che è stata la svolta della partita: il 3-5-2, inizialmente, aveva messo in difficoltà il Lumezzane, con il grande sacrificio dei crociati: erano arrivati due pali ed una traversa, più buone parate del numero 1 lombardo, ma la partita si stava trascinando sui binari dello 0-0, con il calo della forma fisica. Apolloni lo ha capito ed è stato molto bravo e coraggioso a cambiare Lucarelli (!!!) inserendo Evacuo (!!!!!) e mettendo immediatamente in crisi i bresciani, che avevano faticosamente preso le misure a Calaiò e compagni. Con questa mossa ha messo in crisi le loro certezze difensive, che erano cresciute a partita in corso, quando sembrava avessero trovato il modo di imbrigliare l’attacco dei padroni di casa. Apolloni ha così parzialmente riscattato le critiche della settimana scorsa, con una mossa da bravo tattico.

Calaiò

LE INDIVIDUALITA’

Va detto, comunque, che il gol è arrivato da un colpo di genio di un giocatore che qualche anno fa giocava al Napoli, tale Emanuele Calaiò, che di hobby fa l’Arciere. Questa è una nota agrodolce per il Parma: se è vero che le individualità importanti del Parma possono risolvere le partite, come nel caso della rovesciata del numero 18, è anche vero che questo denota una manovra fluida che ancora non esiste. Tanto possesso, tante azioni sulle fasce, alcune terminate con colpi di testa di Nocciolini e Calaiò, ma non è in questo modo che si vincono tutte le partite: servono azioni più veloci e imprevedibili. Non è certo un caso che solo con il tridente Calaiò-Evacuo-Guazzo, e con Baraye-Corapi-Scavone in mezzo, sia arrivato il cambio di marcia. Qualità e velocità meggiore. Bravo comunque, tornando al punto precedente, Apolloni a capirlo: ma è un handicap da risolvere, se si vuole arrivare lassù. Il centrocampo deve svoltare e prendere in mano la situazione.

IN CONCLUSIONE: PENSIERI SPARSI

Due note finali: i migliori auguri di buona guarigione a PM7, Pasquale Mazzocchi, che si è fermato nel riscaldamento (era dato titolare nella distinta ufficiale) per un brutto infortunio muscolare che lo terrà lontano dal campo un paio di mesi. Peccato per lui e per la squadra: sarebbe stato una pedina fondamentale, per velocità e duttilità, nello scacchiere tattico del mister.

Complimenti invece ad una sorpresa silenziosa di giornata: Michele Messina. Il numero 31, esattamente come i più appariscenti Evacuo e Guazzo, è stato decisivo nella svolta della partita. Con il passaggio al 4-3-3, infatti, il terzino destro ex-Atalanta ha garantito una spinta, una gamba ed una copertura (pur con una presenza costante in fase offensiva) ben superiore a quella di Garufo, dominando la fascia destra. Si veda, ad esempio, la magistrale apertura che ha propiziato la grande occasione di Scavone. Questo ragazzo dall’inzio dell’anno scorso è cresciuto in maniera esponenziale e, nonostante i soli 20 anni, non va assolutamente considerato un rincalzo, quanto una pedina che rappresenta un’importante variabile per la squadra. Bravo Michele!

 

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