Parma, una spugna contro il passato nero

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La curva Nord "Matteo Bagnaresi" di Parma

Non capita spesso, fortunatamente, di vedere la propria passione distrutta, di essere abituati a lottare per l’Europa in Serie A e ritrovarsi cancellati dal professionismo calcistico, di vedere svincolarsi i giocatori che hai sempre incitato in campo, rescindere contratti, fare le valigie con gli occhi lucidi, vedere attrezzature e macchinari caricati su furgoni e portati via dal centro sportivo, sequestrati dalle Forze dell’Ordine. Una piazza, una squadra, la nostra fede, spazzata via, con un colpo di spugna. Senza ma e senza se, nessuno è riuscito a salvare il salvabile, nemmeno chi ha lottato con tutte le proprie forze. I debiti erano al di sopra di ogni logico investimento, nessuno avrebbe potuto far nulla. Allora che fare? Lasciarci calpestare dallo sconforto e dalla disperazione? Vivere di ricordi, di trionfi del Parma che fu? Ah ah ah!!! Neanche morti! Mettiamola così, non tutto il male viene per nuocere, se il destino ha deciso per il colpo di spugna noi ci aggiungiamo anche il detergente. Siamo ripartiti da un foglio bianco (scudato) e lettera dopo lettera, riga dopo riga, giornata dopo giornata siamo ripartiti, siamo ripartiti alla grande, con diecimila tifosi al seguito, da una serie D di cui non conoscevo neanche l’esistenza, siamo ripartiti in fretta e furia, perché tempo materiale per scelte macchiavelliche non ce n’era, ma quei tifosi, la gente di Parma che ha il Parma nel cuore, sono stati il trampolino per lanciare nuovamente il Parma in alto, per tentare una nuova ripartenza, per provare a tornare dove eravamo ma dove il destino ci ha voluto strappare. La spugna non l’abbiamo gettata ma lanciata a tutta forza contro chi ci ha rovinati, noi ora siamo puliti ma loro? Loro no, tempo ne è passato tanto e ormai mi sto convincendo che possano essere allergici ad acqua e sapone. Ora andiamo avanti per la nostra strada, il nostro percorso sarà lungo e tortuoso, il nostro prossimo livello si chiama Lega Pro e siamo “full immersion” per cercare di superarlo. Quest’anno sarà difficile come non lo è stato mai, ma tutti insieme daremo il massimo per farcela, di questo potete starne certi.

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