Passione gigliata: O’ Fiorentina cos’hai e che t’han combinato a Milano?

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La Fiorentina perde a Milano per 4-2 in una partita spettacolare e infinita. La Viola ci ha messo del suo, ma l’arbitro Damato non è stato ininfluente. Sconfitta meritata più per il black out della prima mezz’ora che per il gioco espresso.

Inter – Fiorentina: l’andamento del match

La Fiorentina ha perso per 4-2 a San Siro, ma la partita resta aperta in dieci contro undici almeno per cinquanta minuti. Non mancavano grinta, condizione fisica e testa, mancava l’uomo e a lungo andare purtroppo s’è sentito.

Sousa ha presentato in prima linea Badelj (finito il tira e molla con l’allenatore e la società?), poi ha dato spazio a Bernardeschi e Ilicic, che sono i più in forma del momento. Conferma per il 4-2-3-1 con Borja sulla mediana e Tello in posizione avanzata.

Il punto è che Sousa non riesce a sorprendere l’Inter, anzi è il contrario. Pronti – via e in venti minuti si ritrova sotto di tre reti. Peccato che un anno da queste parti tre goal di vantaggio erano a favore dei toscani. Che dire! Difficile spiegarlo, se non con la classica frase: questo è il calcio.

Prima Brozovic trova il gioiello dal limite, sebbene sarà da evidenziare la marcatura leggera della difesa viola. Poi Candreva si fa trovare pronto sottoporta e infine Icardi con un’azione alla Milito, prende palla dal limite e fra finta e controfinta apre la voragine. Poi ci pensa Rodriguez ad allargarla, con un fallo ingenuo, davvero ingenuo, da ultimo uomo. Era davvero rosso? La manata in faccia pare piuttosto leggerina, Damato è ingannato dalla solita consueta scena, che fanno i giocatori in italia e alza il rosso. A questo punto è difficile crederci.

Kalinic riapre le speranze, ma a fine primo tempo tutti sono con la testa già alla partita successiva. O’ Fiorentina ma che hai combinato?

Inter – Fiorentina: i danni di Damato e la grande reazione

La ripresa, invece, è un’altra musica e regala uno dei secondi tempi più spettacolari. La Viola ha una reazione veemente, sopratutto Ilicic prende i suoi per mano. Sfrutta una potenza devastante e uno svenimento di Handanovic per realizzare il 3-2. La squadra è in campo con un altro spirito: grinta, tecnica e lotta. Pur essendo in dieci, sembra in dodici. Si moltiplicano gli sforzi, Kalinic lotta e meriterebbe qualche fallo in più, ma Damato nè ammonisce Ranocchia, nè tutela la punta croata. La Fiorentina, grazie anche agli intraprendenti Chiesa junior e Perez spinge a più non posso. San Siro trema e il pari per gli sforzi fatti sarebbe anche meritato.

Purtroppo i danni di Rodriguez e dell’arbitro si sentono a lungo andare. Così su un fallo netto per i gigliati, l’Inter riparte, la difesa è scoperta, Tatarusanu blocca Perisic, ma non Icardi. Partita conclusa, ma l’orgoglio per la reazione resta.

Fiorentina: testa alla prossima partita, ma il treno europeo sta scappando via

Qualcuno in telecronaca ha detto, se fosse rimasta in parità di uomini, sarebbe stata una bellissima partita. Probabilmente sì, non c’è che essere soddisfatti di come in dieci contro undici i ragazzi gigliati abbiano tenuto testa, sfruttato gli spazi e fatto venire i brividi all’Inter per intensità di gioco.

Ma che hai combinato Fiorentina?

Inspiegabile il black out che mostra la squadra toscana dopo mezz’ora. Quasi che, se fosse finita dopo trenta minuti 4-0, non si poteva dir nulla. Mai scesi in campo, nè con la testa, nè con il fisico. Non soddisfatti della sconfitta, che costringe i toscani a qualificarsi in Europa League all’ultima partita, si sono presentati a Milano per assistere inermi alla rabbia nerazzurra.Se, non ci fosse stata quel veemente ruggito, dopo il 3-0, la partita era davvero da buttar via. Per fortuna, la squadra ha reagito con qualità e determinazione, sorprendendo l’inter. Certo, non deve più accadere che si entri in campo così da “pappamolli”, in balia dell’avversario che scorazza a destra e sinistra, come gli pare e piace. Altrimenti c’è da vergognarsi, più che inorgoglirsi!

A mente lucida si può dire che: per la classifica era una buona occasione per riprendere il treno che conta, per ora bisogna accontentarsi solo della reazione e migliorare giornata dopo giornata, poi si vedrà. Certo il cammino europeo si fa impervio.

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