Perchè tifo Inter?

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Inter Milito

Perché tifare Inter? Perché è la squadra più bella del mondo!

Da piccola non è che avessi proprio le idee chiare, un giorno tifavo Fiorentina – sono di Firenze, qui quasi tutti tifano per i viola – un altro Milan – erano gli anni degli olandesi – ma poi un giorno mio zio pensò bene di insegnarmi i “trucchi” del portiere.

Per ammirazione verso mio zio cominciai :

1. ad andare in giro con un pallone e i guanti da neve

2. a non perdermi un servizio di 90’ minuto per vedere tutte le parate.

A quel punto la via era tracciata: alla fine degli anni ottanta c’era un solo portiere che avrebbe potuto far innamorare una bambina e giocava nell’Inter: l’uomo ragno, Walter Zenga!

La cosa divertente è che lo zio in questione ha sempre creduto fossi stata traviata nella fede calcistica da sua moglie, anche lei interista, e ha passato gli anni successivi, insieme a molti altri, a cercare di farmi rinsavire.

Ma nessuno scherzo, nessuna presa in giro ha potuto distogliermi dall’amore per l’Inter.

Perché l’Inter è qualcosa che una volta che ti è entrata dentro non esce più.

Niente è tanto adrenalinico come l’Inter. Nessuno è come noi nel bene e nel male.

L’Inter è passare dall’inferno al paradiso e viceversa nello spazio di un battito di ciglia.

È voglia di cambiare canale, di distogliere lo sguardo perché ti scoppia il cuore e non sai mai cosa ti aspetta nei minuti successivi.

È imprevedibilità, delusione a volte, rabbia altre, ma spesso gioia. Si dice che l’Inter sia pazza, ma è una semplificazione: amarla è come vivere sulle montagne russe. È sì, il 5 maggio 2002, ma è anche il 5 maggio 2010, il 16 maggio e il 22 maggio 2010, è il 3 a 2 alla Sampdoria, è una semifinale di Champions portata a casa in dieci al Camp Nou, è il 2 a 0 a Parma, il 3 a 2 nel derby, il 3 a 1 a Torino (scegliete voi quale), è la sconfitta con lo Shalke in casa 5 a 2, che lì per lì ti lascia tramortito, ma che dopo anni è solo un gol da centrocampo di Stankovic.

L’Inter è essere “fratelli del mondo” di nome e di fatto, grazie ad Inter Campus. È il quattordicesimo scudetto, è lo smoking bianco di Materazzi, la dedizione di Zanetti, la saggezza di Cambiasso, è la favola di un Principe che diventa re in una notte a Madrid.

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