Perotti: Roma- Udinese e i giallorossi a FORZA 4

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Perotti entra nel secondo tempo e realizza i due rigori decisivi. Poi Dzeko e Salah rifiniscono il poker. E’ Perotti il 10 del futuro?

Perotti porta l’otto sulle spalle e il dieci sul collo. Sarà lui il prossimo beniamino giallorosso, sarà lui a trasformare penalty, punizioni e a produrre quegli assist tanto cari di Pjanic? Sarà lui il 10 del futuro?

LA POLEMICA CON PJANIC

Si apre con Diego la stagione giallorossa. Si apre con lui il campionato. Quel campionato già deciso, quello del tricolore già assegnato, quello dello scudetto già cucito sul petto bianconero e quello che tutti si apprestano a vivere da “spettatori”. Per carità “loro” sono fortissimi, i favoriti, obiettivamente hanno più individualità (e soldi) di tutti, ma sembra stiano inciampando in quello che è stato l’errore proprio della Lupa negli ultimi anni: sentirsi campioni già ad agosto.
Intanto la Roma pensi a sé e poi si vedrà. Pjanic da nuovo juventino ha dichiarato: “Per anni sono stato campione già ad agosto, adesso voglio esserlo a maggio”. E i romanisti gli augurano di non essere altro che un aspettatore a maggio di uno scudetto giallorosso che la contrada romanista merita da anni per il proprio esemplare affetto alla squadra.
La Roma di ieri è sembrata tutto tranne che “spettatrice”. Ha vinto e convinto, nonostante un primo tempo sottotono, nonostante la distrazione chiamata “Porto”, nonostante a sbloccare il risultato sia stato un rigore da considerare per lo meno dubbio. Per una volta “vincere è l’unica cosa che contava e ieri era davvero l’unica cosa da fare.

LA RISPOSTA SUL CAMPO DOPO IL PORTO

Alla vigilia di un turno di Champions che deciderà, in parte, la stagione la squadra è stata brava a reagire, nonostante sia agosto e la stanchezza nelle gambe si fa sentire più che mai. La risposta sul campo è stata degna dell’attesa, oltre le più rosee aspettative e questo è ciò che conta.
Un 4-0 tutto può essere fuorché un risultato casuale. Qualcuno già vocifera: eh ma, due rigori, un terzo goal a porta vuota e il quarto risultato di un rimpallo”. Gli altri possono dire quello che ritengono più opportuno, ma a parte il primo rigore dubbio (dubbio, non inesistente), il secondo è sacrosanto, con Salah travolto da Badu dopo aver saltato il portiere ed essersi lanciato prepotentemente a rete. Per quanto riguarda il terzo centro, lo scorso anno Dzeko di goal cosi ne ha sbagliati, ma ieri no, assolutamente no, anche perché questa potrebbe essere la stagione del riscatto. Infine il goal di rapina di Salah è indiscutibilmente da rapinatore dell’aerea di rigore, colpo di testa ribattuto dal portiere e freddezza assoluta nel depositare in rete la respinta di Karnezis.
Tutte valutazioni che si distaccano da questa breve quanto opinabile sintesi, non possono che essere considerate chiacchiere da bar.
Ai tifosi la Roma è piaciuta, soprattutto nel secondo tempo, quando ha attaccato in maniera concreta e decisa, quando solo un miracolo di Karnezis su Dzeko ha negato la gioia del primo goal stagionale.

IL NUOVO 10: PEROTTI


Ma poi è entrato Perotti. Arrivato otto mesi fa, tra lo stupore e la diffidenza di tutti, è stato capace di prendersi non solo un posto da titolare, complice la stima e la fiducia di Spalletti, non solo l’affetto dei tifosi, ma è stato in grado di prendersi anche la Roma sulle spalle. Corsa continua, talento innato, costanza fuori dal comune,  grinta da vendere. Ieri ha cambiato la partita, ha cambiato la Roma. Entrato a gara in corso al posto di uno spento El Sharaawy, obiettivamente non ancora nella sua forma fisica ottimale. 
Una mossa vincente quella di Spalletti.

DEZKO E SALAH


Nell’ultima stagione del Capitano, la Roma ha trovato il numero 10 del futuro e lui è un designato, lui che il 10 lo indossava a Genova, l’ha tatuato sul collo, accanto al suo piede magico, il destro. La Roma ha ritrovato poi l’attaccante di razza che aspettava: Edin Dzeko. Ieri si è finalmente visto il suo fiuto per il goal, il suo istinto nell’area di rigore, in occasione della rete, certo non difficile da mettere alle spalle di Karnezis, dopo uno straordinario assist da terra di Nainggolan, ma anche in occasione del miracolo del portiere friulano e del primo rigore assegnato alla Roma, che lui magistralmente si è procurato.
C’è poi chi conferma di partita in partita tutto ciò che di buono ha già fatto vedere: Mohammed Salah. Un vulcano in continua eruzione, un fiume in piena per 90 minuti, che ieri si è guadagnato, meritatamente, la gioia del goal.

TUTTA LA SQUADRA: UN COLLETTIVO ALLA SPALLETTI


Non sono certo gli unici degni di nota. Tutti hanno dato il loro contributo. Cosa dire di un ritrovato Strootman, il vero grande acquisto della Roma di quest’anno, sabato anche Capitano. O di colui che ha sostenuto solo due allenamenti a Trigoria, ma ieri in campo sembrava essere alla Roma da anni. Discese sulla fascia e cross degni di esser chiamati tali. Non ci si può che inchinare al talento di Bruno Peres, con la speranza che possa crescere e rivelarsi più di una promessa. E a proposito di promesse, è tornato Paredes. E non sarà certo un caso se Spalletti lo ha blindato e Sabatini ha respinto al mittente il tentativo del Milan di portarlo all’ombra della Madunnina.
Conferme gradite: il muro Manolas e il guerriero Nainggolan. Mentre da osservare e valutare sono Emerson Palmieri che, tra alti e bassi, non ha fatto rimpiangere Digne e soprattutto Vermaelen che, dopo l’espulsione all’esordio col Porto, non poteva certo steccare nuovamente. Infine il “figliol prodigo” Szczesny che, le poche volte in cui è stato chiamato in causa, ha risposto sempre “presente”.
Un collettivo che ha funzionato alla grande quello di mister Spalletti e ha saputo dare il benvenuto al nuovo Campionato, il Campionato già deciso, quello del tricolore già assegnato, quello dello scudetto già cucito sul “loro” petto, quello che noi (tutti tifosi) vivremo da “spettatori” secondo molti.
Ieri la Roma ha mostrato che non gradisce il ruolo da spacciata e ne vedremo delle belle, perché la Roma farà sentire la sua voce. Sarà il campo a decidere chi a maggio sarà lassù, davanti a tutti, campione di fatto e non solo sulla carta.

La Roma si gode il suo Perotti e prende i primi tre punti con un FORZA 4!


Nel frattempo…buon campionato a tutti e per i romanisti FORZA ROMA!!!

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