Pescara: Sebastiani tradisce, l’attaccante non arriva

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Sebastiani, fautore della disastrosa stagione del Pescara
Sebastiani, fautore della disastrosa stagione del Pescara
Trotta, attaccante cercato dal Pescara, è finito al Crotone
Trotta, attaccante cercato dal Pescara, è finito al Crotone

Niente attaccante. Ora la salvezza si fa proibitiva. E’ evidente che affrontare la serie A senza una punta di categoria, rende il lavoro di Oddo proibitivo.

MANAJ NON PRONTO – La gara con il Sassuolo ha detto due cose: la prima è che il Pescara di Oddo gioca un calcio spettacolare. La seconda è, che senza attacco non si vince. Manaj, contro il Sassuolo ha mostrato tutti i suoi limiti. Vero, ha segnato un gol, ma l’errore commesso in contropiede grida ancora vendetta. Nè lui, nè Bahebeck sono in grado di reggere il peso dell’attacco in serie A. Schierare poi, Caprari prima punta è un autentico suicidio, perchè, più vicino alla porta, l’ex Roma è molto meno efficace.
Oddo, quindi, non può essere soddisfatto.

L:A RABBIA DEI TIFOSI – Se Oddo è insoddisfatto, i tifosi sono furiosi. Quest’anno, a differenza di quattro anni fa, c’erano tutti i presupposti per potersi salvare comodamente. Ancora una volta, invece, Sebastiani ha tradito le aspettative. Serviva un solo attaccante di categoria per poter dare a Oddo quel punto di riferimento in avanti, necessario per esaltare il suo gioco. Sono arrivati, invece, due “sbarbatelli”, Manaj e Bahebeck, alla prima esperienza in un torneo importante. Non è così che si programma. Soprattutto, non è così che si trattano i tifosi, vero patrimonio della società.

E ORA? – A questo punto, dopo aver fatto il giro del mondo alla ricerca di un attaccante mai arrivato, non resta che abbassare il capo e lavorare. A dire il vero ci sarebbero ancora Osvaldo e Bergessio in circolazione. I due, essendo svincolati, possono accasarsi anche dopo il gong del calciomercato. Il problema è che il primo è una testa matta, il secondo, invece, è vicino al Palermo. Insomma:

. Gli toccherà lavorare con Il (poco) materiale umano a disposizione. Se, nonostante tutto, a gennaio, la squadra sarà in buona posizione, allora avrà tutto il diritto di andare a bussare alla porta di Sebastiani. A quel punto il presidente dovrà scoprire le carte: lì si capirà se vuole far rimanere la squadra in serie A, o prendere i soldi e ricominciare dalla B.

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