Il delfino biancazzurro…l’ allievo somaro che copia sempre sbagliato

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Coulibaly, allievo svogliato di Zeman
Coulibaly, allievo svogliato di Zeman

Il Pescara continua a fare copia e incolla dei propri errori. Esattamente come lo scorso anno. In serie A la squadra scendeva in campo già convinto di incassare tre-quattro reti, cosa che si verificava puntualmente. In serie B, riesce sempre a farsi rimontare. Tre gare in vantaggio per 3-0, 2-0, 2-0, tre pareggi. 
Se con il Frosinone,vista la caratura della squadra, poteva starci il pari, non è così con Salernitana ed Entella.
Campani e liguri sono stati messi sotto, fin quando la squadra ha giocato. Quando i ritmi si sono abbassati, ecco il patatrac.

Centrocampo e difesa flop

Il Pescara nasce da un obbrobrio di mercato. Una volta chiesto a Zeman di ricostruire la squadra, servivano giocatori adatti alle sue idee tattiche. La difesa, invece, è stata addirittura peggiorata rispetto alla scorsa, orrida, stagione. Servivano giocatori giovani e veloci. Sono rimasti Bovo, Campagnaro e Coda. L’ultimo sarebbe inguardabile pure in una partita scapoli e ammogliati. Gli altri due non hanno più il fisico per reggere il ritmo degli schemi zemaniani. A questi è stato aggiunto il povero Perrotta, giovane allo sbaraglio, che dovrà rassegnarsi a collezionare figuracce.
A centrocampo, Coulibaly si sta dimostrando uno dei giocatori più scarsi apparsi dal 1936 sull’Adriatico. Vendere all’Udinese un simile pacco è stato un autentico colpaccio della dirigenza. Dopo questa stagione il suo valore sarebbe stato minore di un paio dii scarpe.
Anche a centrocampo, i problemi di copertura sono evidenti. Gente come Proietti e Carraro è giovane, ma tatticamente acerba. Brugman va bene se impostato regista, ma da interno non assicura copertura.
In più c’è l’equivoco Benali. Zeman continua a schierarlo esterno d’attacco, quando l’ex Brescia sarebbe l’ideale gladiatore in mezzo al campo.

L’attacco che non serve

Non serve a nulla segnare caterve di reti, se non si riesce a portare a casa la posta piena. Questa squadra rischia grosso. Troppi buchi, poche certezze.
Zeman continua a ruotare uomini in ogni reparto e questo è il sintomo delle difficoltà del tecnico. Il boemo, solitamente, è tipo da affidarsi ad un 11 base, variandolo solo in caso di necessità.
Il fatto che non riesca ancora a trovare la formazione ideale, è sintomo di disagio. Probabilmente neanche lui di aspettava un mercato arruffone come quello biancazzurro. Ovviamente, per carattere non si lamenterà mai platealmente degli errori societari.
I suoi silenzi, però, valgono più di mille parole.
Questo Pescara somaro, proprio non vuole imparare.

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