Il delfino biancazzurro: Zeman, lampi di speranza all’orizzonte

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La vittoria con il Palermo, una piccola speranza per il futuro del Pescara
La vittoria con il Palermo, una piccola speranza per il futuro del Pescara

Pescara-Palermo era la partita più inutile della stagione. In televisione, è stata perfino battuta, in termini di auditel, da Cittadella-Carpi. Si sfidavano le due squadre peggiori della serie A, le due delusioni più cocenti.
Ha vinto il Pescara. Seconda vittoria sul campo, secondo successo casalingo, secondo “trionfo” griffato Zeman. 
Eppure…nonostante l’inutilità della gara contro i rosanero, i gol di Muric e Mitrita hanno regalato una speranza per il futuro.

Stagione fallimentare

Il Pescara, domenica, alle 22.45, concluderà la peggior stagione mai disputata in serie A. Paradossalmente, lo farà a Firenze, proprio dove,  il 6 gennaio 2012, cominciò il declino. In quella data, la squadra allenata da Bergodi battè a domicilio gli uomini di Montella con le reti di Jonathas e Celik. Sembrava che potesse essere la partita della svolta. Fu l’inizio della fine. Da quella data sono trascorse 37 gare di serie A. Il Pescara ne ha vinte due (più quella a tavolino con il Sassuolo), pareggiate 10 e perse 43. I gol all’attivo sono stati 45, quelli al passivo 134.
Dati che non hanno bisogno di commenti.Rispetto a quattro anni fa, però, la delusione è stata maggiore, perchè le aspettative erano più alte.
E’ mancato, invece, tutto, non solo la qualità della rosa, ma la voglia di lottare. Il Crotone non ha una rosa superiore alla nostra, eppure si giocherà la salvezza all’ultima giornata.

Una speranza chiamata Zeman

La speranza del Pescara si chiama Zeman. Tocca a lui rifondare la rosa e provare a ripartire. Il boemo quest’anno ha fatto da semplice osservatore. Non poteva fare altrimenti: la squadra non l’aveva costruita lui e non era in grado di salvarla. Lo si sapeva dall’inizio.
Il boemo, però, ha iniziato il suo lavoro di scouting. Le reti di Muric e Mitrita, 578 minuti complessivi di gioco in due, sono uno squarcio di luce nel buio. Qualcosa da cui ripartire, dunque c’è.
Vero, la squadra va rifondata in toto.
Però il boemo sceglierà personalmente i giocatori e imporrà i suoi dettami che sono cultura del lavoro e sacrificio. Tutto quelo che in questa stagione è mancato.

 

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