Il delfino biancazzurro: Zeman a lezione da Tedino sulla gestione del gruppo

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Zeman rischia una figuraccia nel confronto contro Tedino
Zeman rischia una figuraccia nel confronto contro Tedino

Pescara-Palermo è la gara degli opposti. Da una parte l’osannato Zeman, in netta crisi, dall’altra il poco celebrato Tedino, in grande ascesa. E’ soprattutto la gara tra due concezioni diverse di gestione del gruppo. In questo, il boemo farebbe meglio a prendere appunti.

Zeman: incartamento lento

Zeman si sta incartando sempre più. Le formazioni che presenta di volta in volta sono un’accozzaglia di giocatori che non sanno cosa fare in campo. Più dei risultati (perchè, va detto, il Pescara è comunque a -5 dal primo posto) è l’atteggiamento dei biancazzurri che non convince. Due sconfitte consecutive non sarebbero nulla se ci fosse un progetto tattico e di crescita che, invece, manca.
Il boemo si avvia a confermare la sua storia: dove è tornato, ha sempre fatto peggio della precedente esperienza.
Tedino, al contrario, ha creato un gruppo solido e affidabile. Il tutto, nonostante la pantomima societaria che si trascina nell’ambiente rosanero.
Spiace dirlo, ma Zeman sta facendo figure barbine in giro per l’Italia. Dopo cinque mesi, questa squadra non ha un solo movimento che ricordi le sue squadre.
Il boemo, inoltre, dovrebbe spiegare qualcosa nella rotazione senza senso di uomini. Brugman che ruolo ha? E’ un regista o un interno? Qual’è il tridente titolare? Chi sono i due interni?
Tutte domande senza risposta.

Simil 4-3-3 contro Tedino’s style

Zeman anche contro il Palermo schiererà il “simil 4-3-3”, ovvero giocatori disposti con il 4-3-3 in campo che non sanno cosa fare con quel modulo. Ci si avvia verso un’altra figuraccia. Il boemo sembra non essere più capace di insegnare calcio.
Ci auguriamo veramente di essere smentiti, ma questa figura “fiacca” di Zeman, contrapposta alla grinta di Tedino, non promette nulla di buono. Intendiamoci: l’energia del boemo non si è mai vista nella sua persona, ma nel gioco che esprimevano le sue squadre. E’ di quella “fiamma vitale” che stiamo parlando. Il Pescara è uno scarabocchio. Se Zeman non lo renderà al più presto un’opera d’arte, forse ha perso la mano dell’artista.

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