Il delfino biancazzurro…stadio avveniristico, squadra con vecchi problemi

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Sebastiani, fautore della disastrosa stagione del Pescara
Sebastiani, fautore della disastrosa stagione del Pescara

E’ stato presentato il nuovo stadio del Pescara che sarà pronto tra il 2020 e il 2021 nella zona della Pineta Dannunziana. Il progetto è stupendo. Si tratta di una struttura di circa 20700 posti, tutti coperti.Ci saranno inoltre 20.000 mq di spazi commerciali, 30 tra SkyBox e Ground Box e verrà costruita una nuova fermata ferroviaria dedicata proprio allo stadio. Saranno realizzati anche 1.600 parcheggi.
Insomma: il Pescara è nel futuro.
La domanda che, però, ci tormenta è: cosa ce ne facciamo di uno stadio ipermoderno con una squadra da Lega Pro? E’ chiaro, infatti, che per un progetto architettonico che procede ne esiste uno tecnico che è naufragato.

Zeman: zero verticalizzazioni

Una squadra priva di impronta tecnica. E’ questo il Pescara di Zeman. Ci eravamo innamorati dei tagli e delle verticalizzazioni del boemo. Ora dobbiamo fare i conti con una squadra totalmente priva di gioco e che ha paura della propria ombra. La sconfitta è diventata, ormai, un’abitudine. Il non gioco idem.
Zeman continua a ripetere che i giocatori scendono in campo con la paura e non fanno quello che lui dice. A questo punto la domanda sorge spontanea: perchè non si dimette? Se la squadra non lo segue che senso ha prolungare l’agonia?
E’ chiaro che il suo ritorno è stato un fiasco. Come tutti i suoi ritorni in altre squadre, del resto.
Quella biancazzurra è una squadra che non attacca come insegna il boemo e difende come lui non insegna.

Agonizzanti verso lo stadio del futuro

Il Pescara se continua così rischia di arrivare agonizzante nel 2020, quando lo stadio sarà pronto. Non esiste un progetto. Non c’è un patrimonio di giocatori da cui patire. Solo macerie. Giocatori comprati a caso, sperando che Zeman potesse farli rendere. Il boemo, però, è un allenatore. Non un mago. Con i vari Valzania, Carraro, Coulibaly e compagnia danzante non si va lontano.
Sebastiani ora si prende le lodi per lo stadio, ma questo non basta a cancellare lo scempio per la squadra. E’ un Pescara a due velocità.
Peccato che quella che faccia innamorare sia quella fallimentare.

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