A Peschici, Izaguirre beffa Visconti e rinvia ancora la prima vittoria italiana

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Izaguirre a Peschici

GIRO D’ITALIA – Su un tracciato molto movimentato, da Molfetta a Peschici, la fuga va in porto e premia Gorka Izaguirre che nel finale si libera di Visconti

Il Gargano è lo spettacolare palcoscenico della 7^ tappa del Giro, frazione interamente pugliese da Molfetta a Peschici, prima pianeggiante lungo la costa ed attraverso le saline di Santa Margherita di Savoia, poi impegnativa quando da Manfredonia si è iniziato a salire verso il gpm di 2^ categoria di Monte Sant’Angelo e da lì il continuo saliscendi sulla panoramica. E’ terreno ideale per gli attacchi che infatti caratterizzano la seconda parte di giornata, con alcuni nomi importanti in azione, Luis Leon Sanchez e Giovanni Visconti su tutti, anche se a festeggiare sull’esigente traguardo di Peschici è Gorka Izaguirre, uno degli ultimi ad aggregarsi alla fuga di 15. Lo spagnolo targato Movistar è stato infatti colui che nel finale si è ritrovato con la gamba migliore ed ha quindi rimandato ancora la prima vittoria italiana in questa edizione, visto che Visconti è “solo” ottimo secondo.

Sono stati tre i momenti decisivi della tappa: la salita e la successiva discesa di Monte Sant’Angelo, dove nasce e si consolida la fuga di 15 corridori; gli ultimi 15 chilometri in continuo saliscendi, che selezionano il gruppetto e riducono a 4 i pretendenti alla vittoria; per finire con l’ultimo chilometro e mezzo in salita. Inizialmente è Sanchez a dare spettacolo e addirittura attaccare da solo a 90 chilometri dal traguardo, poi però sono gli italiani Visconti e Valerio Conti a determinare la selezione nel finale, con decisi allunghi che stroncano gran parte dei rivali. Alla fine però è Izaguirre a dare la stoccata vincente nell’ultimo chilometro, quando la strada si impenna per raggiungere il centro storico di Peschici, approfittando anche della caduta di Conti a 900 metri dalla linea bianca, scivolata che in qualche modo rallenta anche Visconti e Sanchez. Il siciliano della Bahrein Merida prova in tutti i modi la rimonta, ma non c’è più nulla da fare e si deve accontentare del buon risultato, che però non interrompe il digiuno italiano al Giro che dura da Risoul 2016 (Nibali). Il gruppo dei migliori rimonta forte nell’ultimo tratto e giunge allungatissimo dopo soli 12″: Enrico Battaglin regola i migliori ed ottiene il 4° posto, con Vincenzo Nibali 7°.

Avendo neutralizzato un tentativo negli ultimi chilometri di Mikel Landa, la maglia rosa resta sulle spalle di Bob Jungels, che oggi ha ben gestito la sua squadra, prima nel controllare il ritardo dalla fuga, poi nel rintuzzare gli attacchi nel finale.

9^ Tappa: Montenero di Bisaccia – Blockhaus (km 152)

Senza nulla togliere all’arrivo sulle pendici dell’Etna di martedì scorso, la tappa del Blockhaus è senza dubbio la più temuta della prima settimana di corsa, visto che la salita conclusiva è davvero impegnativa ed è destinata a ritoccare la classifica generale. Niente di particolare da segnalare nei primi 90 chilometri, interamente pianeggianti da Montenero di Bisaccia, in Molise, fino al traguardo volante di Chieti, in leggera salita. Poi un altro tratto più movimentato che introduce il piatto forte di giornata, l’ascesa al Blockhaus (1^ cat.): la salita è divisa in due parti, la prima di 13 chilometri fino a Roccamorice, leggera ma costante, la seconda invece ben più impegnativa con 13 chilometri di salita vera al 9% e punte fino al 14%. Un arrivo per scalatori, ma anche con grande attesa per gli uomini di classifica.


Foto Getty Images Sport tratta dal sito www.cyclingnews.com

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