Pinot conquista il Lombardia davanti ad un combattivo Nibali

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Pinot e Nibali al Lombardia

IL LOMBARDIA – Il francese Thibaut Pinot, già a segno mercoledì nella Milano-Torino, conquista la vittoria più importante della sua carriera

Non è riuscito il fantastico tris a Vincenzo Nibali, che Il Lombardia lo ha vinto nel 2015 e nel 2017, ma l’avversario di oggi, il francese Thibaut Pinot, ha dimostrato di essere in giornata di grazia ed il più forte del lotto. Con merito quindi, l’edizione 106 della “Classica delle foglie morte”, quella che tradizionalmente chiude la stagione, è andata al capitano della Groupama FDJ, che con “lo squalo” e Roglic ha attaccato sul Muro di Sormano, la salita più dura tra le 7 di giornata, ancorché lontana 50 chilometri dal traguardo. Rimasti in due, l’attacco decisivo sul Civiglio, la penultima ascesa nella quale Nibali ha provato in tutte le maniere a restare con il francese, senza però riuscirci.

Non si può però parlare di sconfitta per Vincenzo, che si è dimostrato combattivo, a tratti eroico, visto che la sua condizione fisica era valutabile al 75/80% ed ha entusiasmato il pubblico nel non darsi mai per vinto. Un secondo posto di grande valore quindi, che non deve rammaricare nessuno. Sconfitta si tratta invece per Alejandro Valverde, il campione del mondo dal quale ci si aspettava parecchio ed invece è naufragato a traguardo lontano, senza mai entrare nel vivo della corsa.

Tra i battuti, nota di merito per Primoz Roglic, il corridore che con la sua Lotto NL Jumbo ha infiammato la corsa sulla salita di Sormano, dando il via al gran finale e, di fatto, dando il LA alla vittoria di Pinot, ma anche per il giovane colombiano Egan Bernal, l’unico in grado di rientrare sulla testa della corsa nelle battute conclusive, salvo poi arrendersi senza energie. C’è poi da incorniciare la prova di tutta la Bahrein Merida, che oltre a Nibali inserisce altri due uomini nella top ten, Ion Izagirre (6°) e Domenico Pozzovivo (8°), ai quali vanno aggiunti Franco Pelizotti e Matej Mohoric che hanno lavorato in precedenza per spianare la strada e poi proteggere Vincenzo nel finale.

Una stagione molto lunga che, al netto di qualche corsa di secondo piano in estremo Oriente, si è conclusa oggi con la quinta classica monumento. Stagione che incorona i britannici, capaci di vincere i tre grandi giri con tre corridori diversi (Froome al Giro, Thomas al Tour e Yates alla Vuelta), che premia a 38 anni Alejandro Valverde, finalmente campione del mondo, e che consacra Elia Viviani quale plurivittorioso dell’anno e sprinter più forte al mondo. Ora i pro del pedale si godranno il meritato riposo, in preparazione di un’altra stagione di grande ciclismo a partire dal mese di marzo 2019.


Bettini Photo tratta dal sito www.cyclingnews.com

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