Il poeta nel pallone: Or questa Europa che c’aspetta

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Poesia giornata mondiale poesia calcio
Autore: la Redazione

Il poeta nel pallone: presentazione

Si può coniugare il calcio con la poesia? Non è impossibile, perché più di un giocatore può essere poesia nel modo in cui calcia un pallone, come scarta o inganna l’avversario, con le sue doti acrobatiche, con la sua potenza o con la sua rapacità. Perché un componimento poetico nasce dalle emozioni e il calcio, diciamocelo tutto, è un’emozione continua, un flusso di sensazioni indefinite e illimitate, sia nel caso di trionfi che nel caso di sconfitte.

Allora in questa nuova rubrica il #ilpoetanelpallone proverà a regalare ai suoi lettori le proprie emozioni da esteta del calcio, divagando fra passato e presente del mondo calcistico e senza fare distinzione nei confronti di qualunque giocatore campione o semplice dilettante, squadre top europee o semplici gregarie, perché non è emozione solo il rigore di una finale, ma lo è anche una promozione fra i settori calcistici minori.

Tutto ciò che è calcio è poesia e il POETA NEL PALLONE è qui per raccontarvi in versi questo sport.

E come non partire dagli imminenti europei? Sono tutti pronti i campioncini di questa manifestazione e allora fra una rima e l’altra il nostro poeta cerca di spiegarvela.

Or questa Europa che c’aspetta ……..

Or questo Europeo che c’aspetta……

Or questo Europa che c’aspetta…

Già i nostri Azzurri paiono una disdetta

ma, non disperiamo, invano sia mai

il Conte divenga sovrano.

 

Per il trono d’oro altri bookmakers danno favorite

allora si espongano al trono queste madame agguerrite:

V’è la padrona di casa, nella reggia dorata, una sovrana illuminata

che dopo i nefasti giorni di novembre

or vorrebbe rialzarsi e riconcquistar l’Europa bollente

e tanto mozza della sua identità acquisita.

Il nuovo principino è un acrobata leggero, che danza danza come un cerbiatto,

ma quando dribblata e scatta innanzi lo chiaman Polpo

perché cattura palla e poi inventa o scaglia la ferraglia.

 

V’è poi la gran favorita, la corazzata più tecnica

a affilata, porta il suo nome come sorellastra dei galletti

si fa chiamar Germania o Deutschland e la sua schiera

fa paura: Neuer se non ci fosse il nostro Gigi sarebbe il primo,

qualcun ricorda Bauer del manga giapponese, lui è più slanciato

ma ancor più corazzato e infin abile difendente;

lo copro sempre Hummels e Boateng che presto risiederanno insieme

e della difesa tutta rossa son la cerniera e le intese,

a centro sta l’eterno Kroos, neo campione madrileno, tira poco è vero,

ma nutre più del fieno; e di Hector poco sappiamo,

a dir Khedira e Ozil li conosciamo, campioni fragili eppur efficaci

guide sicure e spettri alatri.

E concludiam con i due piccoli e scattanti, paiono i Derik della Foresta Nera

ma calcian come Schneider, potenza vera.

 

Non si dimentichi la mediterranea Spagna, non solo sangrie

e tapas, ma Silva, Iniesta, Pedra e Fabregas.

Poi come sottovalutar le Furie Rosse detentor del trono,

quando quella sera a Kiev conquistò il titolo a suon di manita?

 

E infin la vicina belga, che mai com’or

presenta una parata di stella:

fra i più talentuosi e magistri d’Europa,

da Cortois a Nianggolan

da Witzel ad Hazard

da Fellaini a Lukaku,

or sfido chiunque scommettitor a non pensarci su

 

E poi, come sempre in una scena internazionale emerge

quella che si pensava andasse male, chi fra tante?

Polonia del gigante goleador, l’ Austria, la Svezia del marziano Ibra e l’Irlanda

o la neofita Albania o la Croazia o l’immortal Turchia o la storica Romania

Portogallo di Ronaldo, l’Ungheria, il Galles di Bale e la Svizzera di Xhaka

o l’altra Irlanda, l’Ucraina di Konoplyanka, e la Russia di Dzyuba

 

Come non attender al varco Vardy che col condottier romano

ha fatto delle volpi le iene e ha depredato la Premier alle altre belle sirene!

 

O, i nostri nazionali devon davvero temer la presta fine?

O Antonio che hai riportato dalle polveri alla luce la Signora,

fa che di questa donna sconsolata si faccia la padrona:

c’è sempre il portiere dei tutti i record, la difesa d’acciaio e piombo,

paga tanto il centrocampo con la fortuna il conto

e si spera là davanti di ritrovar un nuovo Riva.

 

Ma or basta, già forse troppo è stato detto,

sia dia al campo il verdetto

e sia il campo a scegliere il re perfetto.

Questa è la lirica del Poeta nel pallone, ma non lo si chiami Dante

piuttosto Pantalone

 

 

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