Potevamo saperlo che…fosse già tutto finito?

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Potevamo saperlo che…ovvero analisi e particolarità simpatiche di una giornata di campionato. Questa che s’è appena conclusa e apre il momento dedicato all’Italia era la settima di andata

POTEVAMO SAPERLO CHE…LA SIGNORA E’ GIA’ OLTRE IL PIU’ TRE

Empoli-Juventus è una partita di cinque minuti! Gli altri ottantacinque non servono praticamente a niente. Se non a sciocciare gli spettatori del Castellani, a farli rabbrividire di fronte alla traversa di Khedira e a quel bizzarro sciupone che è Cuadrado. I toscani non sono mai entrati in campo mentalmente e quasi quasi l’onnipotente signora ha preferito un atteggiamento sornione fino al ventesimo del secondo tempo. Poi ha detto: basta scherzare. E allora Dybala segna il primo goal in campionato con un bolide coordinatissimo sotto la traversa e Higuain capta due palle in area e le trasforma in oro. La Juve si ritrova già a +4 e siamo solo a un quarto del torneo: che si fa arrendersi tutti e far gara di elogi o individuare una dignitosa seconda e possibile avversaria? Tenendo conto che la Juve è nemica soltanto di sè, sarà difficile capirlo. Ma questo dai 90 milioni di Higuain e i 30 di Pjanic potevamo già saperlo.

POTEVAMO SAPERLO CHE…IL NAPOLI CADESSE INDRE’

Il Napoli proprio lontano dal Vesuvio non rende e se Pescara e Genoa l’avevano fatto intuire, con il tonfo di Bergamo ormai ci siamo. Anche qui resta da chiedersi se potevamo saperlo o no. I partenopei spingono sempre con la stessa intensità, le palle per Milik, Insigne e Callejon arrivano, ma vuoi Berisha, vuoi l’imprecisione, vuoi la minor pressione, alla fine non si centra mai la rete. Ovviamente i complimenti vanno agli orobici, ma il Napoli mostra che non può essere l’anti-Juve per mancanza di punti fuori da casa sua. Ovviamente mai dar nulla per scontato, ma l’impressione alla settima è questa. E in fin dei conti questo mal di trasferta potevamo saperlo che ci fosse, perché è da anni che nel momento del salto maturo…arrivano tre pere a Bologna come accadde nel campionato scorso.

POTEVAMO SAPERLO CHE…FRA ROMA E MILANO MA GUARDA CHI C’E

Potevamo saperlo che…ma davvero potevamo saperlo che…il Chievo si trovasse lì al terzo posto in compagnia delle romane e di una milanese? Io credo proprio che la risposta sia No, mai! E poi mai! Fra l’altro non è che ha affrontato solo squadrettine finora: Fiorentina, Lazio e Inter. I clivensi sono figli di un ottimo lavoro, di un tecnico carismatico, ma meticoloso. Sanno sfruttare l’attimo in cui una squadra avversaria cede la concentrazione e lì come tigri in attesa della preda colpiscono al collo e ammazzano l’avversario. Ultima vittima il Pescara che cede dopo ottanta minuti e si fa prendere dal contropiede Meggio-Inglese. Onore a questi ragazzi che sembrano ricalcare le ombre di Del neri e adesso sì diciamolo: sono loro la nuova Udinese del secondo decennio.

POTEVAMO SAPERLO CHE…DZEKO FINALMENTE E’ RE E LA LAZIO VA A TRE

Potevamo saperlo che…Finalmente Edin Dzeko è un idolo di Roma! Sì, dai, potevamo saperlo che, dopo un anno da ignavo il bosniaco si prendesse la scena. 5 reti in sette partite, mentre lo scorso anno fu 8 in 31. C’è qualcosa che non quadra! O era una pippa o era un mal adattato. La verità sta nel mezzo. Certo che con la mano protettiva di papà Totti il bosniaco s’è sciolto e ora sotto porta è quasi slegato. Domenica sera sul passaggio di Peres era lì, dove doveva essere e ha fatto quel che doveva fare. Ora lo vedi che, seppur ogni tanto spreca ancora, è nel vivo dell’azione e sai che se la palla giusta arriva, non sbaglia più. Capita, anche Ibra impiegò un po’ a capire come si segnava in Italia. Ovviamente senza paragoni eh…

Intanto la Lazio, che era considerata inguaiata fra una società un po’ scoordinata e una campagna acquisti silenziata, si colloca alla pari con i concittadini. Tridente semplice, ma efficace. Immobile, Keita (pare finalmente aver finito di litigare) e Anderson. Potenzialmente un trio super tecnico e pericolosissimo. A Udine s’è innescato l’attcco a tre meno consolidato, ma più efficace. Tre reti, dominio del territorio e quasi zero pericoli in un campo che una volta era ostico. Inzaghi ora può iniziare il suo progetto e che sia più fortunato del fratello. In effetti non so se proprio potevamo saperlo.

POTEVAMO SAPERLO CHE…MADDAI MILAN – SASSUOLO 4-3

Potevamo saperlo che…Milan- Sassuolo= 4-3. Chi l’avrebbe mai detto? Un momento, una volta finì 4-3 in Emilia e Berardi ne mise quattro in rete. Poi 1-0 o 2-1 di qua o di là. Adesso considereremo Milan- Sassuolo un classicos della goleada? Potevamo saperlo…questo mai! Possiamo già delinearla come la partita più bella del weekend calcistico e come dar torto a questa osservazione?

Il Milan va in vantaggio con una silurata, deviata di Bonaventura. Nemmeno il tempo di tornare indietro e l’amnesia di Abate consente a Politano di trovare il varco per battere Donnarumma. Il 1-2 è opera ancora del piccolo gioiello ex romanista che imbecca Acerbi, ex avvelenatissimo e lo libera in porta. Il tempo di fischiare i beniamini e San Siro vede Pellegrini ballare davanti a Gomez, che non segue il ritmo, cade e inaugura l’1-3. E adesso? Il Milan sta giocando male, Montella è in tribuna per un rosso, la partita dei rossoneri è durata venti minuti. Colpo di genio dell’aereoplanino: fuori Montolivo dentro Locatelli.

Niang cavalca verso l’area e si lascia cadere; Bacca dal dischetto fa 2-3. Poi arriva il great moment. Si dice che con quel cognome non puoi che far le cose per bene, o almeno così diceva la tv. Detto, fatto. Calcio d’angolo, palla respinta, la prende lui, Manuel (non Rui Costa ancora) calcia di sinistro una traiettoria perfetta, linda, sicura, lineare: è 3-3. Ora lo specchio di San Siro si ribalta. Non i fischi, ma gli applausi. Nemmeno l’attimo di goderseli che Niang crossa potente e nell’area c’è Paletta. Terzo tempo di basket e testata atomica. E’ 4-3, è delirio Milan, è qualcosa che non potevamo saperlo. Ovviamente Donnarumma ci consente di saperlo, perché toglie la castagna da fuori di Politano, l’unico e il migliore mai domo dei neroverdi.

POTEVAMO SAPERLO CHE…IAGO E’ UN FALCO ED EL CHOLITO E’ PROPRIO IL FIGLIO?

Torino-Fiorentina 2-1. Iago Falque,detto il Falco granata afferra ancora la sua preda. Stavolta non gli ex compagni, ma la Viola. Prima l’assolo verso l’area e poi il pallonetto geniale per Benassi. Potevamo saperlo che tornasse quello di Genova al Toro, ma fa sempre piacere saperlo.

Hai 21 anni e porti un cognome pesante. Il figlio di quel Simeone che ha vinto tanto con Lazio e Inter. Proprio lui, colui che ha portato due volte l’Atletico di Madrid alla finale europea contro l’acerrima rivale. Eredità pesante. Come quella di sostituire Pavoletti, uno degli idoli locali. Mi sa che questo “El cholito” ha il carattere e la fame di vittorie dei padre. Pochissime presenze in serie A e già due reti. Era lì domenica a Bologna, dove deve stare un attaccante, sotto rete. Sì, per grinta, per determinazione e per tecnica è il figlio di DIEGO PABLO SIMEONE non c’è dubbio e noi non potevamo saperlo.

POTEVAMO SAPERLO CHE…CHE BEI VOLTI NUOVI

Manuel Locatelli entra per sostituire il veterano Montolivo e scaglia da fuori area il bolide che lo innalza in tutta San Siro. Tradotto rare presenze in A (qualcuno vociferò che fu la causa del licenziamento di Mihajlovic; chissà mai che Montella se la sia fatta addosso) e un goal per un 3-3 dirompente e impensabile.

Petagna Andrea, ex Milan guarda caso. Nuovo idolo della Dea che l’ha sostituito nei cuori bergamaschi a Paloschi (finora mai pervenuto). Ragazzotto dalle spalle larghe, fiuto del goal, fisico da sportellate in area e mordente su ogni pallone. Due partite e due reti e due vittorie. Quante coincidenze! Se lo merita questo ragazzo che ha fatto la gavetta ed è stato scartato troppo presto dal suolo natio.

Di Gennaro Davide, detto Dj8. Suo è il goal che apre la difesa calabrese domenica e suoi gli accorgimenti provenienti dalla trequarti. Tipico fantasista, libero di svariare e con il peso ingombrante dei sostituire Joa Pedro, che s’è fratturato al perone e che tornerà fra di noi soltanto dopo quattro mesi. La grande occasione per il ventotenne adottato a Cagliari, ma guarda caso, ancora una volta, ex milanista. Se gioca con la stessa intensità e qualità le prossime venti giornate, Joa Pedro può aspettare a rientrare con calma.

Potevamo saperlo che…questi ragazzi ci colorassero la giornata di serie A? Direi di no e siamo contenti così. Italiani, potenzialmente validi o in cerca di riscossa, decisamente pronti a stupirci nelle prossime giornate.

Non potevamo sapere tutto questo, ma ora sì possiamo saperlo che questa serie A, al 90% dominata dalla Juventus, sarà ancora disposta a sorprenderci con nuovi scenari.

 

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