Potevamo saperlo che…il Diavolo fa le pentole, ma la Juve i coperchi

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Potevamo saperlo che…ovvero il commento simpatico e lucido di una giornata di serie A. Questa volta si commenta il trio che guida la classifica, senza disdegnare la rimonta del Sassuolo e le crisi Crotone – Inter

POTEVAMO SAPERLO CHE…JUVE COME TE NON CE N’E

La Juventus è là, sola, isolata, beatamente in testa come ce lo aspettavamo. Squadra con quasi dieci punti in più dell’anno scorso, squadra non imbattibile,ma poco battuta e direi pareggiata. Si permette di lasciar in panchina mister 36 goal e vince lo stesso. Allegri non ha a disposizione il cilindro del mago, ma il suo libro di appunti. Così sabato sera dalla sfera estrae Dybala. Troppo frettolosamente giudicato in crisi l’argentino. Che preziosismo su punizione, che parabola quella che Karnezis tenta di intercettare, bellissima (non c’è nemmeno bisogno di Pjanic a quanto pare) ed efficace, perché porta il risultato in parità. Per l’Udinese, che esce da Torino con buone indicazioni, nemmeno il tempo di godersi il goal-metà di Jankto e metà di Buffon. Lo stesso Paulo dal dischetto chiude la partita, dopo un calcione ingenuo e leggermente cercato da Alex Sandro in area. Higuain riposa e la Juve pure. Come te non ce n’è,almeno in questo momento.

POTEVAMO SAPERLO CHE…IL DIAVOLO FA LE PENTOLE A VERONA

Il Milan si sveglia domenica mattina e pensa di essere indietro di dieci anni circa. Posizione in classifica: secondo in condivisione piacevole con la Roma. Incredibile è un aggettivo più che calzato. Tornati da Verona, nella casa dell’ostico e combattivo Chievo con tre punti che luccicano di oro. Nati da due capolavori fra la fine del primo tempo e l’inizio del secondo. Il momento in cui si tagliano le speranze all’avversario. Anche uno indomito come quello clivense, che non demeritava. Kucka schiaffa una cannonata dalla traiettoria bellissima, Niang si invola e calcia in maniera imparabile. Omaggio all’ex Birsa che si fa rispettare con un calcio di punizione spettacolare. Intanto il Diavolo di Montella torna finalmente dopo più gli aggrada. Lui si che fa le pentole, ora deve imparare a fare pure i coperchi. Poi i rossoneri potranno sognare. Questo, fra tutte le candidate, non potevamo saperlo.

POTEVAMO SAPERLO CHE…LA ROMA E’ L’ANTI-JUVE UFFICIALE?

Tornare da Napoli con tre punti, dopo tutto il frastuono che da un paio d’anni accompagna la trasferta in terra partenopea sa di impresa. Ha sopratutto il sapore di due scontri diretti vinti contro future aspiranti: Inter e Napoli. La Roma è l’anti-Juve o è presto per dirlo? La fortuna certo non le gira, visto che oltre a Peres, Strootman e Rudiger, ora è saltato pure Perotti. Nonostante questa nuvola fantozziana in infermeria, Spalletti ha saputo dirigere i suoi, riprendendo il controllo della squadra e facendo capire o con le buone o con le cattive al signor Dzeko che in Italia un attaccante, per non prender fischi, deve segnare. Detto-fatto: 7 reti e il biondino con la faccia simpatica è l’attuale cannoniere di serie A. Si aggiunga pure, per ora, l’uomo squadra. Due reti, una da killer e l’altra da uomo senza ascensore per piegare il Napoli, che forse deve smettere di fare regali difensivi. La Roma è la squadra con la rosa più completa e il gioco, finora poco espresso, più convincente. Ora le manca da sapere una cosa sola: sarà lei l’anti-Juve?

POTEVAMO SAPERLO CHE…IL SASSUOLO VECCHIO O GIOVANE NON MUORE MAI!

Potrebbe essere che giovedì il Sassuolo subisca il secondo ko consecutivo in Europa League. Speriamo di no! Intanto come vogliamo congratularci con questa composto stupendo? Non c’è Berardi, non c’è Missiroli, la sfortuna si abbatte su Defrel e Pellegrini; c’è, invece, Falcinelli che di testa segna il goal maligno dell’ex. Chi spunta fuori dalla bacchetta di Di Francesco? Sensi e Iemmello, che, entrambi all’esordio in A, segnano i due goal della rimonta. Non solo non molla mai il Sassuolo vecchio, relativamente parlando, cioè quello di Acerbi, Consigli, Cannavaro, Biondini e Peluso, addirittura quello nuovo, fresco, giovane è già parte di quel DNA. Se non ci sono qui le condizioni per costruire una nuova realtà italiana, dove si possono trovare? Ditelo, non potevamo saperlo proprio che iniziassero così gli emiliani.

POTEVAMO SAPERLO CHE…ICARDI – DE BOER CHE CAOS E MELCHIORRI E’ IL CASTIGATORE

Icardi. Adesso qualcuno gli chiede addirittura di levarsi la fascia da capitano. Tutta colpa di quella biografia, dove non ha mostrato di amare l’Inter. Per quanto ancora Icardi canterà “amala, pazza Inter amala?” Bel quesito per gl indagatori di mercato di gennaio. Intanto, Maurito domenica calcia fuori il rigore del vantaggio, Joa Mario col col doppio tentativo porta in vantaggio l’Inter, ma Melchiorri è il castigatore designato. Prima afferra con audacia la sfera in area, poi calcia un cross che confonde il campione Handanovic, che si trascina come un bimbo il pallone in ret. Aldo Baglio nel celebre sketch di “Tre uomini e una gamba” l’aveva previsto. Si pensava a un finale già scritto: tre punti in casa per l’Inter. Melchiorri apre la crisi Icardi -Inter, ma De Boer, invece, si sente sereno? 

POTEVAMO SAPERLO CHE…PER IL POVERO CROTONE PROPRIO NON CE N’E’

Sassuolo- Crotone, 80” del primo tempo: Falcinelli coglie al volo l’assist di Rosi. Mapei stadium ammutolito! Dieci minuti e inizia l’assedio. Prima Defrel cerca il capolavoro ma trova la traversa, poi sbaglia a tu per tu con Cordaz, poi calcia fuori Biondini, colpo di testa di Falcinelli, ancora sulla traversa, così pure Pellegrini e infine altro legno, stavolta, per il Crotone.Eppure sembrava fatta per i calabresi. Prima vittoria con goal dell’ex. Invece no, spuntano fuori Iemmelo e Sensi e rovinano tutto. Povero Crotone, povero Nicola, che passione questa serie A! In effetti, un punto dopo otto giornate, 0 vittorie e domenica la prima partita giocata con maggior convinzione delle altre volte. Non si può proprio bestemmiare contro la fortuna, forse meglio guardarsi in faccia. Domenica finalmente si dovrebbe giocare nella vera casa, lo stadio Scida e si spera che questo sia un fattore di incoraggiamento, ma molti dubbi restano. Squadra timida, poco compatta, distratta, per nulla capace di finalizzare l’azione, se non sporadicamente. Là davanti il solo Diego Falcinelli ha dato segni di vita, mentre gli altri non compaiono mai. Nonostante sembri un 3-5-2 in fase di presentazione, il Crotone appare più come un 8-1-1, dicasi metodo barricate. Queste, si sa non reggono mai fino all’ultimo. Povero Crotone, potevamo sapero che cominciasse così? 

 

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